E-car: cosa sono le piccole auto elettriche economiche europee
Grandi massimo 4,2 metri, rinunciano a qualche centimetro per abbassare i prezzi: così l’Europa riscrive lo stop benzina e diesel nel 2035
Non una retromarcia. Piuttosto una manovra. L’Europa rivede lo stop a benzina e diesel nel 2035, riducendo l’obiettivo di vendite a zero emissioni dal 100% al 90%. Così le vetture termiche e ibride potranno rimanere nelle concessionarie anche dopo la metà del prossimo decennio (purché prodotte con acciaio green o alimentate da e-fuel e biocarburanti), mentre le auto elettriche continueranno a fare la parte del leone.
Ad aiutarle saranno le cosiddette “e-car”, nuova categoria di veicoli che – come promesso dal commissario Ue ai Trasporti, Stephane Sejourne – spunta nel Pacchetto Automotive proposto dalla Commissione europea, in un’iniziativa ad hoc chiamata Small Affordable Cars.
Ispirazione giapponese, ma non troppo
Il nome dice quasi tutto: la “e” sta per “ecologiche, economiche ed europee”. In assenza di ulteriori specifiche, sappiamo che questi piccoli veicoli saranno lunghi fino a 4,2 metri e si ispireranno – seppur alla lontana – alle kei-car giapponesi, vetturine dalle dimensioni di 3,4 x 1,48 metri, con motore da massimo 64 CV di potenza e cilindrata non superiore a 660 cc. Insomma, auto per città, che ospitano fino a quattro persone, guidatore compreso.
In patria rappresentano il 40% delle immatricolazioni, che nel 2024 sono state circa 4,4 milioni. Tradotto: 1,76 milioni di veicoli elettrici compatti in strada. Il loro segreto? Costano poco. Per fare un esempio, la Honda N-Box, bestseller della categoria, parte da 1.730.100 yen, pari a circa 9.700 euro.
Nissan Sakura, esempio di kei-car giapponese a cui si ispirano – alla lontana – le e-car europee
Gli interni della piccola vettura elettrica nipponica
Per incentivarne la produzione, le nuove vetturine elettriche godranno di un meccanismo di supercrediti ai costruttori. In pratica, le Case auto potranno sovrastimare il contributo delle e-car made in Ue alla riduzione delle emissioni.
“Anziché essere conteggiati come 1, saranno conteggiati come 1,3”, specifica Bruxelles, che si impegna a mantenere in vigore le nuove regole per almeno 10 anni. Lo stesso Esecutivo Ue scrive che presenterà delle:
“Modifiche al regolamento (Ue) 2018/858 che introducono una nuova sottocategoria di autovetture, i piccoli veicoli elettrici di categoria M1 (M1E), basati su una lunghezza massima di 4,2 metri”.
“La Commissione proporrà inoltre che questi veicoli beneficino di vantaggi concreti, attraverso una raccomandazione agli Stati membri:
- bonus di acquisto,
- programmi di rottamazione,
- condizioni di parcheggio favorevoli,
- esenzioni o riduzioni del pedaggio,
- ricarica a tariffa ridotta”.
Prezzo massimo: 20.000 euro
Le vetturine dovrebbero – il condizionale è d’obbligo, in attesa della pubblicazione del testo normativo – rinunciare anche a qualche dispositivo di sicurezza, in un compromesso fra costi e incolumità degli automobilisti. Grazie a questa combinazione, le piccole auto elettriche si presenteranno a listino al prezzo di circa 15.000-20.000 euro.
Ma non è tutto: nel Pacchetto Automotive fanno capolino pure il Battery Booster, un piano di aiuti da 1,8 miliardi di euro destinato alla filiera delle batterie prodotte in Europa, e una spinta all’elettrificazione delle flotte aziendali. Target finale di Bruxelles: la neutralità climatica entro il 2050.
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