Accise sulla ricarica dell’auto elettrica? Ci sono già (e non sono sole)
Con benzina e diesel che si riallineano, vediamo quanto pesano i costi dietro il pieno di energia. Spoiler: di più rispetto ai carburanti
Dopo quelle su benzina e diesel, le accise arriveranno anche sulla ricarica dell’auto elettrica? Forse. L’ipotesi era stata lanciata dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e potrebbe riprendere quota con l’approvazione del decreto legislativo sul riallineamento delle tasse su verde e gasolio, da portare a 0,673 €/l nel 2030.
Va però detto che le accise sull’elettricità (quindi pure sui “pieni” di energia) esistono già e sono pari a 0,0227 €/kWh per la corrente a casa, esclusi i consumi fino a 150 kWh nelle prime case con contatori da massimo 3 kW di potenza. Si riducono a 0,0125 €/kWh per l’elettricità consumata fuori casa, come in ufficio o nelle stazioni di ricarica.
A fornire i dati è il think tank Ecco in uno studio che dimostra anche come, sommate ad altre voci di spesa, le accise sull’elettricità pesino più di quelle sui carburanti (0,147 €/l sul Gpl; 0,728 €/l sulla benzina e 0,617 €/l sul diesel).
- accise sull’elettricità: 0,0125-0,0227 €/kWh
- accise sui carburanti: 0,147 €/l (Gpl), 0,617 €/l (diesel) e 0,728 €/l (benzina)
Perché la ricarica è più tassata
Sui risultati incidono sia i costi legati a trasporto dell’energia e gestione del contatore, sia i cosiddetti “oneri generali di sistema”, che la legge definisce come “componenti tariffarie il cui gettito, di natura parafiscale, è destinato alla copertura di costi relativi ad attività di interesse generale per il sistema elettrico”. Per esempio il sostegno alle rinnovabili.
Questi ultimi – specifica Motus-E, associazione che ha collaborato all’analisi – risultano “particolarmente gravosi” sulle ricariche alle colonnine pubbliche e su quelle “private diverse dalle domestiche (come, ad esempio, i contatori condivisi nei garage condominiali)”.
Fra tasse e altre voci di spesa, sulla ricarica a casa si paga il 5% e il 30% in più di oneri rispetto a benzina e diesel. Si arriva invece a +134% e +191% per i rifornimenti domestici da utenze “altri usi” e a +22% e +52% per quelli in ufficio. Infine, per i pieni di energia alle colonnine pubbliche abbiamo +45% e +81% su infrastrutture a bassa potenza e + 202% e +275% su infrastrutture ad alta potenza (quasi il quadruplo).
Aggiungendo poi i costi effettivi di carburanti o energia, i prezzi finali si presentano così.
| Rifornimento | Prezzo rifornimento |
| Benzina | 0,2 €/kWh |
| Diesel | 0,18 €/kWh |
| Gpl | 0,1 €/kWh |
| Ricarica a casa | 0,24 €/kWh |
| Ricarica in garage o condominio | 0,5 €/kWh |
| Ricarica in ufficio | 0,26 €/kWh |
| Ricarica alle colonnine a bassa tensione | 0,44 €/kWh |
| Ricarica alle colonnine a media tensione | 0,8 €/kWh |
*N.B. i prezzi in €/l dei carburanti sono convertiti in €/kWh
Conviene sempre l’auto elettrica
Ma attenzione: questi numeri non significano che muoversi in auto elettrica costi di più. Le vetture a batteria compensano le componenti fiscali e parafiscali con la maggior efficienza dei motori: un percorso a zero emissioni da 100 km costa fino a 2,5 volte in meno di uno a benzina o diesel con la ricarica a casa e fino a 1,5 volte col pieno alle colonnine pubbliche a bassa potenza.
“In termini di spesa media annua, per 10.000 km di percorrenza e considerando un mix tipico di ricariche, il risparmio di guidare elettrico è pari a circa 340 €/anno”, conclude Motus-E.
Fonte: Motus-E, Ecco, Sorgenia, A2A, Parlamento
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