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La batteria allo stato solido di Toyota ha 1.000 km di autonomia

Insieme alla big oil Idemitsu Kosan, la Casa produrrà accumulatori per auto elettriche con tanti chilometri e ricarica in 10 minuti

Toyota Corolla Concept (2026)
Foto di: Toyota

Parlando di Toyota, è meglio andare cauti. Quando Akio Toyoda, presidente e ceo del gruppo dal 2009 al 2023, affermava che l'elettrico non era l'unica via possibile nel breve periodo, in tanti lo hanno criticato. Beh, il suo approccio multialimentazione ha vinto. Lo dicono i numeri: nel 2025, con 11,3 milioni di auto vendute, il costruttore giapponese ha fatto il record assoluto di sempre.

Ora Toyota ha affermato di aver intensificato gli sforzi sulle batterie allo stato solido, evidentemente perché, per avere auto elettriche competitive, questo tipo di accumulatori sarà necessario. Ed ecco che, con la proverbiale disciplina e dedizione nipponiche, i centri di ricerca del gruppo hanno cominciato a valutare tecnologie, testare soluzioni, sperimentare chimiche. 

L'approccio è serio ed è piaciuto a molti. Anche al colosso giapponese del petrolio Idemitsu Kosan, che sostiene Toyota da qualche anno ma che ora ha deciso di aumentare il proprio coinvolgimento in questo progetto.

1.000 km di autonomia e ricarica in 10 minuti

Toyota e Idemitsu Kosan hanno avviato una partnership per trovare il modo di produrre su larga scala elettroliti solidi nell'ottobre del 2023, ma ora costruiranno insieme un nuovo stabilimento proprio dedicato alla realizzazione di elettroliti per batterie allo stato solido.

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Foto di: U.S. Patent and Trademark Office

L'obiettivo è quello di arrivare al 2027 o 2028 a immettere sul mercato vetture elettriche con 1.000 km di autonomia e con la capacità di ricaricare dal 10% all'80% della batteria in 10 minuti. Per avere vetture con quelle caratteristiche servono batterie allo stato solido. E per avere un numero sufficiente di batterie allo stato solido bisogna avere stabilimenti produttivi efficienti. Con questa mossa, Toyota potrebbe rispettare le previsioni, attestandosi tra le prime Case ad avere a listino vetture con questo tipo di accumulatori.

Il recupero dello zolfo

Tecnicamente, Toyota e Idemitsu Kosan si concentreranno su elettroliti solidi al solfuro, da tempo considerati un materiale promettente per la produzione di massa di batterie allo stato solido per veicoli elettrici perché caratterizzati da morbidezza e adesività ad altri materiali, due caratteristiche che li rendono particolarmente adatti alla produzione di massa.

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A questo si aggiunge il fatto che la big oil nipponica, come le altre aziende di raffinazione del petrolio, nella sua normale attività gestisce enormi flussi di zolfo. Si tratta di un materiale a basso valore che potrebbe rivelarsi estremamente conveniente se riutilizzato per produrre solfuro di litio.

Stai a vedere che Toyota, da essere vista (non a ragione) come una Casa “anti-elettrico” sarà tra le prime a proporre vetture a batteria di nuova generazione. Intanto, sta collaborando anche con il gruppo minerario giapponese Sumitomo Metal Mining per assicurarsi materiali catodici ad alte prestazioni da usare proprio nella nuova fabbrica per batterie allo stato solido.

Fotogallery: Toyota Corolla Concept (2026)