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Uno youtuber ha sostituito le batterie dell’auto elettrica usando sigarette

Sfruttando le batterie di sigarette elettroniche, la vettura è diventata la prima al mondo con ricarica tramite cavo USB-C: video

Vape-powered EV
Foto di: Chris Doel via YouTube

Le batterie delle auto elettriche sono affidabili, come dimostrano diversi studi. Ma 20 anni fa non era così: le vetture erano, infatti, poco più che golf cart evoluti.

Alcuni modelli, come la britannica G-Wiz, venivano alimentati da accumulatori al piombo-acido. Una soluzione adeguata per i primi anni 2000, ma tutt’altro che duratura. Però, nel frattempo, la tecnologia ha fatto passi da gigante e, oggi, perfino le sigarette elettroniche usa e getta sono alimentate da batterie agli ioni di litio.

Sono dispositivi che, come risaputo, vengono buttati via subito dopo l’utilizzo, con un impatto ambientale tutt’altro che trascurabile. Eppure c’è un’alta probabilità che le loro celle siano ancora funzionanti, rendendo poco logico smaltirle senza un secondo utilizzo. E non è un’opinione isolata.

Il video

Lo youtuber Chris Doel ha così deciso di dimostrare che le celle delle sigarette elettroniche monouso possono avere una seconda vita, arrivando perfino ad alimentare un’auto elettrica, seppur di dimensioni ridotte. Ha recuperato ben 500 piccoli accumulatori, li ha testati per verificarne lo stato di salute e li ha assemblati in un pacco batteria artigianale.

Le celle sono state inserite in supporti stampati in 3D, formando delle “file modulari”, di cui 14 che sono state collegate in serie, dando vita a un pacco da 50 volt e 2,5 kWh.

Numeri modesti rispetto agli standard odierni, visto che alcuni modelli adottano architetture da 900 volt. Ma la piccola G-Wiz, lanciata nel 2001, montava originariamente un pacco da 48 volt complessivi, composto da quattro batterie al piombo da 12 volt ciascuna. Il nuovo pacco da 50 volt realizzato con celle da sigarette elettronico avrebbe potuto essere installato e funzionare senza modifiche radicali.

Per aumentare la sicurezza, Doel ha installato fusibili su ogni cella e integrato un sistema di gestione della batteria (BMS) in grado di impedire sovraccarichi, riducendo così il rischio di incendi. Sono stati aggiunti anche diversi sensori di temperatura come ulteriore livello di protezione.

Ricarica con cavo USB

Il risultato finale ha un aspetto sorprendente: un involucro in alluminio racchiude tutti i componenti. Certo, il pacco risulta ingombrante, ma funziona. E, dettaglio ancora più curioso, la vettura può essere ricaricata tramite cavo USB-C, diventando la prima auto elettrica al mondo alimentata così.

Non è però tutto rose e fiori. Il limite principale è che il nuovo pacco eroga al massimo 120 ampere, mentre l’auto può richiedere fino a 300 A. Con l’acceleratore completamente premuto, l’interruttore principale interrompe l’alimentazione. Nell’uso reale, con un assorbimento continuo di circa 100 ampere, la vettura ha raggiunto una velocità di circa 40 miglia orarie, non lontana dal limite originale di 50 mph.

Quanto all’autonomia, con una carica completa ha percorso 18 miglia, ben al di sotto delle 50 miglia dichiarate per il modello originale. Resta il fatto che centinaia di celle sono state sottratte alla discarica e riutilizzate in modo intelligente. E, al di là dei numeri, il progetto sembra divertente.