Producendo più batterie, l'Europa ridurrebbe i costi del 30%
Il Vecchio Continente perde competitività e attende un sostegno pubblico al comparto. Intanto Lyten riapre Northvolt
L’Europa ha un problema di batterie per auto elettriche. Nel senso che non è ancora riuscita a creare un proprio comparto sufficientemente grande e competitivo rispetto ai colossi asiatici.
Un recente studio pubblicato da Transport&Enviroment afferma ora che per colmare il divario si dovrebbe soprattutto aumentare la produzione. In questo modo si potrebbe anche limare la forbice di costo tra le batterie realizzate nel Vecchio Continente e quelle cinesi; si parla di un buon 30%.
Aspettando l’Industrial Acceleration Act (IAA)
Certo, le istituzioni stanno cercando di sostenere lo sviluppo del comparto. Per esempio, con l’Industrial Acceleration Act (IAA), provvedimento in arrivo con il quale si prevede l’obbligo di dare priorità a prodotti realizzati direttamente in Europa. La logica è quella di dare sostegno, anche con fondi pubblici, ai settori industriali strategici: batterie, energia solare ed elettrica, produzione di idrogeno, nucleare e mobilità elettrica.
Attenti ai costi
C’è però un problema. Alcune Case auto hanno già fatto sapere che per rispettare i requisiti di questo Industrial Acceleration Act dovrebbero aumentare di tanto i costi di produzione di batterie, arrivando a compromettere la competitività dei propri modelli a zero emissioni. È un cane che si morde la coda, insomma, perché ci sono ostacoli da superare a diversi livelli della filiera.
Per contenere i costi la Renault Twingo è stata parzialmente sviluppata in Cina
Se da una parte, infatti, dare la precedenza a batterie prodotte in Europa può favorire la crescita di questo settore, dall’altro non si può pensare di acquistare quelle batterie a prezzi proibitivi, andando a rendere molti prodotti (non solo le auto) troppo costosi e, quindi, sostanzialmente invendibili. Per questo, si deve capire come intervenire anche con incentivi e sgravi fiscali.
Intanto Lyten riapre la fabbrica di Northvolt
Aspettando di capire i dettagli della strategia europea, una buona notizia c’è. Lyten, infatti, ha annunciato di aver completato l’acquisizione di Northvolt e di essere pronta a riprendere la produzione di batterie nello stabilimento svedese di Skelleftea, che aveva chiuso i battenti a seguito proprio del fallimento di Northvolt.
La batteria al litio zolfo Lytcell EV di Lyten
Le operazioni riprenderanno nella seconda metà del 2026 e dovrebbero presto raggiungere volumi pari a 16 GWh all’anno di batterie agli ioni di litio con chimica NMC. A fianco della gigafactory, Lyten, che è specializzata nella produzione di batterie al litio-zolfo, rimetterà in moto anche il centro di ricerca e sviluppo.
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