Spuntano i primi Tesla Supercharger senza marchio... Tesla!
Per ora riportano la scritta di Alpharetta, città della Georgia: ecco cosa sono. Spoiler: potrebbero diventare pubblicità?
Tesla non ha mai amato la pubblicità. O meglio: non ha mai sentito il bisogno di farla. Fin dalle origini, la Casa guidata da Elon Musk ha costruito la propria immagine quasi esclusivamente attraverso passaparola, contenuti realizzati spontaneamente dai clienti e una presenza mediatica a dir poco ingombrante del suo fondatore.
Ma ora qualcosa potrebbe cambiare. Non perché Tesla stia comprando spazi pubblicitari, ma perché potrebbe iniziare a venderli.
I primi Supercharger brandizzati
Negli Stati Uniti, precisamente in Georgia, sono comparse alcune colonnine Supercharger brandizzate. Non è la prima volta che succede nel mondo della ricarica: altre aziende avevano sperimentato soluzioni simili, talvolta persino con schermi LCD. Ma quando a farlo è Tesla il discorso cambia, perché la rete Supercharger è di gran lunga la più grande infrastruttura di ricarica rapida al mondo.
Tesla ha già aperto la sua rete di ricarica ad altri marchi
Oggi conta oltre 55.000 punti di ricarica in migliaia di stazioni. Se anche solo una parte di queste venisse dotata di spazi pubblicitari, il potenziale economico diventerebbe enorme.
Facciamo due conti molto approssimativi: se un cartellone sopra una colonnina generasse in media 100-150 dollari al mese di introiti pubblicitari, ogni singolo punto di ricarica potrebbe valere tra 1.200 e 1.800 dollari all’anno.
Un affare milionario
Moltiplicando la cifra per 55.000 Supercharger si arriva facilmente a 70-100 milioni di dollari di ricavi annui. E questa sarebbe una stima prudente, perché nei siti più frequentati – vicino alle autostrade o ai grandi centri urbani – gli spazi pubblicitari potrebbero valere molto di più.
Per il momento, le colonnine brandivate comparse in Georgia non riportano i marchi di grandi aziende, ma semplicemente delle scritte che recitano: "Città di Alpharetta, Georgia - stazione di ricarica pubblica”. Però, la mossa ha un grande significato: addio logo Tesla, benvenuta scritta verde della municipalità in cui la stazione si trova. Da lì a piazzarci McDonald o Coca-Cola il passo non sarebbe così lungo.
In altre parole, la rete di ricarica Tesla potrebbe trasformarsi in una gigantesca piattaforma pubblicitaria distribuita sulle strade del pianeta. Un paradosso perfetto per Elon Musk e soci: l’azienda che per anni ha dimostrato di poter fare a meno della pubblicità potrebbe presto scoprire che venderla è un affare ancora migliore.
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