La batteria allo stato solido di Donut Lab è davvero una... batteria!
La startup pubblica i risultati dei test che smentiscono le voci secondo cui l’accumulatore sarebbe, in realtà, un supercondensatore
La startup finlandese Donut Lab continua a pubblicare i risultati dei test indipendenti sulla sua batteria allo stato solido, definita come la prima al mondo pronta alla produzione. Obiettivo: smentire gli scettici.
Nelle ultime settimane era infatti circolata la voce che la cosiddetta “Donut battery” non sia veramente una batteria, piuttosto un supercondensatore mascherato.
L’azienda ha quindi diffuso i risultati di un test (condotto dal VTT Technical Research Centre of Finland) definito “self-discharge performance test”, cioè una prova che misura quanto rapidamente un dispositivo, in questo caso la batteria, perde energia quando rimane inutilizzato.
La querelle
Le perplessità sull’effettiva natura dell’accumulatore sono emerse dopo la presentazioneal Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas, a gennaio. In quell’occasione, la giovane azienda aveva annunciato specifiche che hanno sorpreso molti osservatori del settore: una densità energetica di 400 Wh/kg, una durata fino a 100.000 cicli di carica e tempi di ricarica intorno ai 5 minuti. Numeri che, se confermati, supererebbero le tecnologie in sviluppo presso giganti dell’industria come Toyota, Factorial Energy e CATL.
Le polemiche sono nate quando alcune ricerche online hanno evidenziato che una società nel settore delle energie rinnovabili collegata a Donut Lab, di nome Nordic Nano, aveva già sviluppato un supercondensatore destinato ad applicazioni solari e di accumulo con una densità energetica identica. Il documento che lo descriveva è stato successivamente rimosso dal sito aziendale.
Batteria vs supercondensatore
Ma qual è la differenza tra batteria e supercondensatore? Entrambi immagazzinano energia, ma con meccanismi diversi. Una batteria accumula energia tramite reazioni chimiche nelle celle, mentre un supercondensatore la immagazzina in un campo elettrico; caratteristica, quest’ultima, che consente al dispositivo di caricarsi e scaricarsi rapidamente, comportando però una perdita di energia più rapida in caso di inattività. Le batterie, invece, sono progettate per mantenere la carica per periodi più lunghi.
Tutto confermato, ma...
Nel test pubblicato da Donut Lab, la cella è stata caricata al 50% e lasciata inattiva per 240 ore. Al termine del periodo di riposo, i ricercatori hanno misurato la quantità di energia residua. Stando ai risultati, la tensione è rimasta quasi invariata e la cella ha conservato circa il 98% dell’energia immagazzinata all’inizio della prova. In altre parole, il comportamento osservato sarebbe compatibile con quello di una batteria, non di un supercondensatore.
Secondo Donald R. Sadoway, professore emerito di chimica dei materiali al Massachusetts Institute of Technology (MIT), i dati disponibili indicano effettivamente che il dispositivo non sembra essere un supercondensatore. Sadoway ha comunque evitato uno specifico endorsement alle ambiziose affermazioni dell’azienda. Il rapporto pubblicato sarebbe infatti generico e non conterrebbe dettagli sufficienti per dimostrare un reale salto tecnologico.
Nelle ultime settimane Donut Lab ha diffuso informazioni in modo graduale, con una serie di test pubblicati a intervalli regolari. Il primo mirava a dimostrare la capacità della cella di ricaricarsi completamente in meno di 10 minuti. Il secondo ne verificava la resistenza a temperature fino a 100 gradi Celsius. In entrambi i casi i risultati sono stati positivi, ma limitati a condizioni di laboratorio e a un numero ridotto di cicli.
Molti scienziati delle batterie restano quindi cauti. I risultati ottenuti su singole celle in laboratorio rappresentano solo una parte della verifica necessaria. Per dimostrare la reale validità della tecnologia, le prestazioni dovrebbero essere replicate a livello di pacco batteria e mantenute per migliaia di cicli operativi.
Come ha sintetizzato lo stesso Sadoway, “affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie”. Per il momento, nel settore delle batterie allo stato solido, l’entusiasmo per le promesse di Donut Lab continua a essere accompagnato da scetticismo.
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