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Il fornitore di Tesla presenta due batterie allo stato solido
La cinese Eve svela accumulatori a bassa pressione per auto elettriche: così si allunga la vita

Foto di: Eve Energy
Francesco Barontini 
Di: Francesco Barontini
19 mar alle 10:25
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Per quanto ci siano ancora ostacoli da superare, le batterie allo stato solido stanno compiendo grandi progressi. Di nuovo, è la Cina il Paese in cui sembra esserci più fermento intorno a questa tecnologia. Eve Energy, fornitore anche di Tesla, ha svelato due nuove celle “all solid-state” pensate per applicazioni molto diverse tra loro: una per l’elettronica di consumo e una per le auto elettriche.
Il punto chiave non è solo la capacità o la chimica, ma un aspetto spesso sottovalutato: la pressione di esercizio. Ridurla è fondamentale per rendere queste batterie davvero utilizzabili su larga scala, soprattutto in ambito automotive.
Due celle per due applicazioni
La nuova famiglia di batterie allo stato solido di Eve Energy si chiama Longquan e si articola in due varianti con obiettivi distinti.

L'interno di una cella con elettrolita liquido e di una con elettrolita solido
La Longquan No.3 è progettata per oggetti elettronici consumer come telefoni cellulari e computer portatili e lavora con pressioni inferiori a 2 MPa, un valore particolarmente basso per batterie allo stato solido. Questo consente una maggiore semplicità di integrazione e migliori prospettive per prodotti come elettronica avanzata e dispositivi intelligenti.
Diverso il discorso per la Longquan No.4, che guarda direttamente al mondo delle auto elettriche. In questo caso la capacità arriva a 60 Ah, un valore già compatibile con applicazioni automotive. Anche in questo caso, la cella opera con pressioni interne di massimo 5 MPa.
Le pressioni attuali vanno dai 10 ai 50 MPa
I freddi numeri, forse, non dicono molto. Facciamo chiarezza: le batterie allo stato solido, in base alla tecnologia utilizzata, hanno pressioni di esercizio comprese tra i 10 e i 50 MPa. Le specifiche qui sotto.
- Solfuri (le più promettenti per l’auto): 10-30 MPa
- Ossidi (più stabili ma meno performanti): 30-50 MPa
- Polimeri (meno pressioni ma meno prestazioni): 7-10 MPa

Eve Energy è molto attiva anche sul fronte delle batterie agli ioni di sodio
Foto di: Eve Energy
Ma perché la pressione è importante all’interno di celle allo stato solido. Prima di tutto perché maggiori pressioni interne comportano maggiori deformazioni e richiedono quindi strutture più rigide, con aumento di pesi e ingombri. Poi perché a pressioni maggiori è più facile perdere il contatto ideale tra elettrolita solido e anodo, con conseguente perdita di prestazioni nel tempo.
Oggi una delle principali difficoltà delle batterie allo stato solido è proprio mantenere il contatto tra elettrodi ed elettrolita senza ricorrere a pressioni elevate. Ridurre questo parametro significa avvicinarsi alla produzione industriale. Eve Energy sembra esserci riuscita. Vedremo se questa scoperta avrà ripercussioni concrete nella corsa a chi metterà per primo in commercio questo tipo di batterie.
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