Batterie al sodio da record: fino a 300°C senza incendi
Un nuovo sistema sviluppato in Cina migliora sicurezza, autonomia e resistenza termica fino a 300 gradi senza esplosioni
Una nuova batteria agli ioni di sodio sviluppata in Cina porta al centro dati mai raggiunti prima in termini di sicurezza e prestazioni.
Il sistema è in grado di eliminare completamente la “thermal runaway”, la reazione a catena che può causare incendi nelle batterie tradizionali, e lo fa mantenendo una densità energetica di 211 Wh/kg, un valore ormai vicino a molte soluzioni al litio più moderne.
Il tutto con una stabilità operativa che va da -40°C a 60°C, rendendo la tecnologia adatta sia ai climi più rigidi sia a quelli più caldi.
Fino a 300° senza incendi
Il risultato più rilevante riguarda però il comportamento in condizioni estreme: durante i test la cella ha resistito fino a 300°C senza produrre fumo, fiamme o esplosioni.
Anche in caso di perforazione meccanica, come la prova con un chiodo, la batteria non ha mostrato fenomeni di fuga termica. Un comportamento reso possibile da un elettrolita speciale che a circa 150°C passa da liquido a solido, creando una barriera interna che blocca la propagazione del calore tra le celle.
Densità energetica e costi: il sodio accelera verso la produzione di massa
Oltre alla sicurezza, i numeri raccontano anche il potenziale industriale della tecnologia. Le analisi indicano che le batterie al sodio potrebbero raggiungere la parità di costo con quelle al litio intorno al 2027, con un allineamento dei prezzi previsto entro il 2028 grazie all’aumento dei volumi produttivi. Questo rende la tecnologia particolarmente interessante per il settore auto e per lo stoccaggio energetico.
I primi test applicativi mostrano già effetti concreti: nei camion elettrici si registrano consumi inferiori fino al 15% per chilometro e autonomie superiori di circa il 20% rispetto a soluzioni tradizionali.
La ricerca è collegata a HiNa Battery, azienda nata da uno spin-off dell’Accademia Cinese delle Scienze, che sta già lavorando alla commercializzazione. Parallelamente, alcune sperimentazioni nel settore auto indicano tempi di ricarica di circa 11 minuti, segnale che la tecnologia sta rapidamente passando dal laboratorio alla produzione industriale.
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