Tesla prepara un controllo identità per la guida assistita
L'analisi dell'ultima versione dell'app iOS rivela riferimenti a una verifica del conducente prima dell'attivazione di FSD
L'ultima versione dell'app iOS di Tesla lascia intravedere una possibile novità destinata al sistema Full Self-Driving (FSD). Alcune stringhe di codice individuate nella release 4.58.5 fanno infatti riferimento a un controllo dell'identità del conducente tramite la telecamera installata nell'abitacolo.
Se la verifica non andasse a buon fine, il sistema impedirebbe l'attivazione della guida assistita mostrando un messaggio di errore. Al momento, però, si tratta soltanto di riferimenti presenti nel software e non di una funzione già disponibile.
Un controllo prima dell'attivazione
Tesla, l'azienda statunitense specializzata nella produzione di auto elettriche, utilizza già da alcuni anni la telecamera interna per monitorare l'attenzione del conducente. Dal 2021 il sistema è stato progressivamente aggiornato fino a diventare, con FSD 12.4 introdotto nel 2024, il principale strumento per verificare che chi è al volante stia guardando la strada, analizzando posizione del volto e direzione dello sguardo.
La funzione individuata nel codice dell'app avrebbe però un obiettivo diverso. Non servirebbe a controllare il livello di attenzione durante la guida, ma a verificare che il conducente corrisponda a un profilo autorizzato prima di consentire l'attivazione del Full Self-Driving. Per diventare operativa sarebbe comunque necessario anche un aggiornamento del software installato sulle vetture.
A cosa potrebbe servire
Un sistema di questo tipo permetterebbe a Tesla di limitare l'utilizzo del Full Self-Driving ai soli utenti autorizzati, un aspetto che assume maggiore importanza ora che il servizio è disponibile anche tramite abbonamento. La verifica dell'identità potrebbe risultare utile, ad esempio, nelle auto a noleggio, nei veicoli condivisi o per impedire che conducenti non autorizzati, come un figlio minorenne, attivino il sistema di assistenza alla guida.
La stessa tecnologia potrebbe avere un ruolo anche nei futuri servizi Robotaxi, dove verificare che la persona seduta al posto di guida corrisponda all'utente che ha prenotato il veicolo rappresenterebbe un requisito importante. Resta però un limite tecnico: la telecamera di bordo utilizza un normale sensore RGB e non dispone di sistemi di rilevamento tridimensionale come il Face ID di Apple. Inoltre, le prestazioni possono ridursi in condizioni di scarsa illuminazione oppure se il volto del conducente è parzialmente coperto da cappelli o occhiali da sole.
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