Guardate come una Lucid Gravity può ricaricare una Tesla Model 3
Ricaricare una Tesla con i suoi più grandi concorrenti potrebbe sembrare una blasfemia, ma in realtà funziona dannatamente bene
Lucid e Tesla non sono esattamente i marchi auto più amichevoli tra loro. Il fondatore ed ex CEO di Lucid, Peter Rawlinson, è stato l’ingegnere dietro alla brillantezza della Tesla Model S. Dopo aver fondato la propria azienda, i due marchi sono diventati rivali diretti.
Fa quindi un certo effetto vedere una Lucid Gravity ricaricare una Tesla Model 3 utilizzando la porta di ricarica NACS resa popolare proprio da Tesla. Tuttavia, il sistema di ricarica vehicle-to-vehicle di Lucid non fa distinzioni tra le auto collegate: eroga energia e basta, come è giusto che sia.
Ricarica vehicle-to-vehicle
Il sistema di ricarica vehicle-to-vehicle della Lucid Gravity si chiama RangeXchange e utilizza la sua porta NACS nativa per ricaricare altri veicoli dotati dello stesso standard. Nel bagagliaio della Gravity c’è un cavo specifico con adattatore, progettato per questa funzione, e l’utilizzo è piuttosto semplice.
Un esempio di ricarica vehicle-to-vehicle (V2V)
Si collega un’estremità del cavo alla porta di ricarica della Lucid e le luci diventano blu lampeggiando. All’interno, sullo schermo compare la scritta “RangeXchange Ready”. A quel punto il sistema chiede di impostare la riserva di batteria desiderata, in modo che lo stato di carica della Gravity non scenda sotto la soglia scelta.
Dopo aver collegato l’altra estremità all’altra auto, in questo caso la Tesla Model 3, la Lucid non inizia a trasferire energia finché sul suo schermo non si preme “Start Sharing”. Una volta avviata la funzione, la Lucid ricarica l’altra vettura fino a 40 ampere e 240 volt. In realtà, Kyle Conner di Out of Spec ha rilevato solo 237 volt: non proprio il valore massimo dichiarato, ma con una caduta di tensione minima.
Il connettore NACS usato da Tesla in Usa e Canada
48 km di autonomia in un'ora di ricarica
Quanto è comodo usare un’auto elettrica per ricaricarne un’altra? Non molto. Una Model 3 può recuperare circa 48 km di autonomia per ogni ora di ricarica a 240 volt, e poche auto riescono a fare molto meglio. Per questo, nella maggior parte delle situazioni non sarà la soluzione di ricarica più pratica.

In caso di emergenza, però, potrebbe tirare qualcuno fuori dai guai: una o due ore di ricarica possono bastare per raggiungere casa o una colonnina rapida in corrente continua. Più che una stazione di ricarica mobile, quindi, il RangeXchange di Lucid va visto come una sorta di tanica elettrica su ruote. Condividere, in fondo, è un gesto utile.
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