Tesla: FSD v15 è la svolta? Optimus slitta al 2027
Nel briefing con JPMorgan Tesla punta su FSD v15 e Optimus Gen 3, tra promesse su HW4, robotaxi e calendario spostato al 2027
Nella fabbrica di Fremont, davanti agli analisti di JPMorgan, Tesla ha presentato FSD v15 come uno “step-change” rispetto alle versioni precedenti, costruito su sette tecnologie core di cui circa il 40% è già in prova sulla flotta robotaxi di Austin. Ma FSD v14 era arrivato solo a ottobre 2025 e anche le due release precedenti erano state presentate come decisive per la guida senza supervisione.
Nello stesso incontro Tesla ha parlato anche di Optimus, il robot umanoide: design della Gen 3 finalizzato, catena di fornitura “essenzialmente bloccata”, ma vendite a clienti esterni non prima della seconda metà del 2027. Un anno dopo l’annuncio di FSD v14, la sostanza per chi guida oggi non cambia: sulle auto dei clienti resta in uso il software “Supervised”, che richiede il controllo costante del conducente.
Tesla e FSD v15: cosa ha detto a JPMorgan
Secondo il resoconto del briefing, FSD v15 introdurrebbe un aumento significativo dei parametri del modello, una finestra di contesto più ampia e una riduzione della latenza di circa il 20%, un salto paragonabile a quello tra le versioni 13 e 14. Tesla ha insistito sul fatto che le nuove funzioni non devono introdurre regressioni nelle capacità di guida già esistenti, un vincolo che di per sé racconta quanto sia delicato il passaggio.
Fotogallery: Tesla Robotaxi
Il dato più concreto riguarda però l’uso reale: i robotaxi Tesla hanno percorso finora 380.000 miglia non supervisionate (circa 611.000 km), mentre Waymo ha superato da tempo i 200 milioni di miglia completamente autonome e aggiunge oggi diversi milioni di miglia driverless ogni settimana. Lo scarto tra i due numeri resta enorme e descrive bene la distanza tra un software ancora in fase di validazione e uno testato per anni sulla strada. Chi vuole confrontare le promesse con la cronologia reale degli aggiornamenti di FSD v14 sulla guida autonoma trova un pattern che si ripete a ogni release.
HW4 basta, ma arriva già il prossimo chip
Tesla ha ribadito che HW4 (chiamato anche AI4), il computer di bordo attualmente installato, è sufficiente per far girare v15 in modalità non supervisionata. È una dichiarazione che pesa, perché anni fa l’azienda aveva promesso lo stesso per l’hardware precedente: chi vuole ripercorrere quella storia può leggere il confronto tra Hardware 3 e FSD v14, il caso in cui l’hardware più vecchio è rimasto escluso dagli aggiornamenti principali.
Nel frattempo Tesla sta già introducendo una piattaforma intermedia indicata come AI4.5, con circa il 10% di potenza di calcolo in più e circa il doppio della memoria rispetto a HW4, mentre il chip successivo, AI5, è stato posticipato alla metà del 2027 e il Cybercab verrà comunque lanciato su AI4 o AI4.5.
Optimus Gen 3: vendite esterne dal 2027
Per Optimus il memo descrive una roadmap in tre fasi: distribuzione in una “Optimus Academy” nella seconda metà del 2026 per raccogliere dati dal mondo reale, impiego in compiti ripetitivi nelle fabbriche Tesla, e infine vendite commerciali a clienti terzi non prima della seconda metà del 2027. Le ambizioni dichiarate parlano di una capacità progettuale a regime di circa 1 milione di unità l’anno a Fremont e 10 milioni l’anno in Texas, ben oltre i volumi realistici dei primi anni di produzione.
Fotogallery: Robot umanoidi
Il precedente più recente invita alla cautela: Elon Musk aveva annunciato che Tesla avrebbe avuto 5.000 unità Optimus operative l’anno scorso, mentre oggi risultano ancora pochi robot in fase di test. Chi ha seguito le offerte di lavoro legate a Optimus pubblicate da Tesla nei mesi scorsi trova nella nuova finestra 2027 l’ennesimo aggiustamento di un calendario già scivolato più volte in avanti.
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