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In India le batterie si cambiano in pochi secondi: la scommessa

Magna investe 35 milioni di dollari in Yuma Energy, che punta a raddoppiare le batterie e ampliare la rete di scambio

In India le batterie si cambiano in pochi secondi: la scommessa
Foto di: Yuma Energy
Eleonora Lilli Eleonora Lilli

Il battery swapping, cioè lo scambio rapido della batteria scarica con una già carica invece della ricarica alla presa, sta diventando un pezzo strutturale della mobilità elettrica indiana su due e tre ruote. Magna International, il fornitore automotive canadese già partner storico dei grandi costruttori, ha investito 35 milioni di dollari (circa 32 milioni di euro) in Yuma Energy, la joint venture con sede a Bengaluru che gestisce la rete di scambio batterie per veicoli elettrici a due e tre ruote.

L'operazione porta la quota di Magna oltre la maggioranza già detenuta inizialmente, diluendo la partecipazione di Yulu, la società indiana di mobilità condivisa che aveva co-fondato la joint venture e ne deteneva il 49%. Yuma userà i fondi soprattutto per raddoppiare la flotta di batterie e ampliare la rete fisica di scambio nelle città in cui già opera.

Magna aumenta la quota in Yuma Energy

Yuma ha chiuso l'anno fiscale terminato a marzo 2026 con un fatturato di circa 1 miliardo di rupie, pari a circa 10,5 milioni di dollari. Ora l'obiettivo è ancora più ambizioso: raggiungere il pareggio operativo entro i prossimi due trimestri, cioè arrivare al punto in cui i ricavi riescono a coprire i costi dell'attività. I nuovi investimenti di Magna serviranno proprio ad accelerare questo percorso, mentre in India il mercato dello scambio rapido delle batterie sta iniziando a concentrarsi attorno a pochi grandi operatori.

Un altro punto di forza di Yuma è che l'azienda sviluppa e produce internamente sia le batterie sia i sistemi di ricarica utilizzati nelle proprie stazioni. Non si limita quindi a gestire l'infrastruttura. Il modello è particolarmente interessante per i cosiddetti gig worker, come fattorini e autisti, che utilizzano i veicoli elettrici per molte ore ogni giorno. Come spiega l'amministratore delegato Muthu Subramanian, proprio l'utilizzo molto intenso rende l'elettrico particolarmente conveniente nel lungo periodo.

Come funziona la rete di scambio batterie in India

Al 2026 Yuma ha già completato oltre 60 milioni di scambi di batterie e gestisce circa 100.000 unità distribuite in più di 2.500 punti di ricarica e scambio, raggruppati in oltre 400 location fisiche in 18 città indiane tra cui Bengaluru, Hyderabad, Mumbai e Delhi. Nei prossimi trimestri l'azienda prevede di estendersi anche a Chennai e Pune, consolidando la presenza nelle aree metropolitane a più alta densità di veicoli commerciali elettrici.

Il modello nasce per i veicoli condivisi di Yulu ma si sta aprendo a clienti terzi, con l'obiettivo dichiarato di arrivare al 25% degli scambi da operatori esterni entro due anni.

In Europa lo scambio batterie per veicoli commerciali resta invece concentrato su progetti pilota, e anche i tentativi sui camion elettrici con battery swap sono ancora agli inizi. Il motivo è semplice: su due e tre ruote la batteria è piccola, lo scambio richiede pochi secondi e il costo per stazione è una frazione di quello necessario per un'auto o un camion, dove produttori come Nio hanno rivisto la propria strategia sulle stazioni visto l'onere economico dell'infrastruttura.