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La Cina tassa le batterie: addio agli incentivi per le auto elettriche?
Dal 2026 la Cina introduce nuove tasse su batterie e veicoli a nuova energia, segnale di un mercato elettrico considerato ormai maturo

Foto di: Shutterstock
Fabio Gemelli 
Di: Fabio Gemelli
4 set alle 12:30
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Dal 1° settembre 2026 in Cina le batterie al litio, sia primarie che ricaricabili agli ioni di litio, sono soggette a una tassa di consumo del 2%. Lo prevede un annuncio congiunto del Ministero delle Finanze, delle dogane e dell'amministrazione fiscale cinese, dopo undici anni di esenzione totale.
L'aliquota non resterà ferma: dal 1° settembre 2027 salirà al 4% per le stesse cinque categorie di batterie. È il terzo tassello di un ritiro graduale degli incentivi che dal 2026 al 2028 tocca acquisto, possesso e produzione dei veicoli a nuova energia (NEV) cinesi.
Cina, come cambiano tasse e incentivi per le auto elettriche
Il primo taglio era arrivato già a gennaio 2026, sulla tassa di acquisto: l'esenzione piena concessa ai veicoli elettrici e ibridi plug-in è stata sostituita da uno sconto del 50%, con un tetto massimo di 15.000 yuan (circa 2.200 dollari) per vettura. Chi compra un'elettrica paga quindi una parte della tassa che prima non versava affatto.
Fotogallery: Geely E2, la prova in Cina

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Fonte: Kevin Williams/InsideEVs
Dal 1° gennaio 2027 arriverà un secondo colpo, questa volta sulla tassa di possesso: lo sconto del 50% riservato ai veicoli a basso consumo, comprese le ibride plug-in e i modelli commerciali, verrà eliminato del tutto. Per chi guida un'ibrida plug-in o un'auto a range extender, il conto annuale salirà tra i 300 e i 660 yuan (tra 45 e 100 dollari).
Il quadro descrive un passaggio di fase, non una frenata: la Cina resta il mercato dove le elettriche hanno già superato le vendite di auto a benzina, e il costo di gestione resta minimo, con una spesa a chilometro che può scendere fino a un centesimo. Pechino sposta il sostegno dal prezzo d'acquisto alla filiera industriale, dove restano margini di manovra.
Nuova tassa sui pacchi batteria e tecnologie che restano agevolate
La tassa di consumo del 2%, poi 4% dal 2027, riguarda cinque categorie precise: batterie agli ioni di litio, batterie primarie al litio, batterie al nichel-idruro metallico, batterie primarie prive di mercurio e batterie a flusso al vanadio. Restano invece esenti, fino al 31 dicembre 2028, le batterie agli ioni di sodio e le batterie allo stato solido qualificate, insieme a celle a combustibile e ad alcune celle fotovoltaiche specificate.
La scelta non è casuale: la Cina sta già lavorando a uno standard globale per le batterie allo stato solido, e l'esenzione fiscale funziona da incentivo mirato verso le chimiche più promettenti. Il prezzo delle celle al litio ferro fosfato da 314 Ah, riferimento per l'accumulo stazionario, si aggirava nell'agosto 2026 intorno a 0,365 yuan/Wh (0,072 dollari/Wh), un livello che rende la nuova tassa gestibile per i produttori.
Per i costruttori cinesi che esportano in Europa, l'effetto pratico si misura sui margini più che sui listini: gli stessi produttori che affrontano le regole europee sugli incentivi ai veicoli prodotti in Cina devono ora scaricare in casa costi fiscali crescenti, mentre restano soggetti anche ai limiti di consumo entrati in vigore da gennaio 2026. Il mercato interno, da incentivato, diventa maturo: chi produce dovrà competere su efficienza e costi reali, non più su sconti fiscali.
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