Come le elettriche possono far risparmiare 10 miliardi all'Europa
Secondo uno studio Siemens la ricarica intelligente può ridurre del 43% gli investimenti per adeguare le reti elettriche entro il 2030
La diffusione delle auto elettriche è destinata a mettere sempre più sotto pressione le reti di distribuzione dell'energia, ma potrebbe anche contribuire a rendere meno costoso il loro adeguamento. La chiave di quest'inversione di trend sarebbe, secondo uno studio condotto da Siemens per conto di ACEA,l'associazione europea dei costruttori automobilistici, EIT Urban Mobility e ChargeUp Europe e ripreso recentemente da Reuters, nella ricarica intelligente.
Lo studio rivela che In Europa, la corretta applicazione della tecnologia permetterebbe infatti di risparmiare 10,6 miliardi di euro entro il 2030, riducendo sensibilmente gli investimenti per sostenere la crescita della mobilità elettrica. Ecco come.
Da 24,7 a 14,1 miliardi di euro
Lo studio, intitolato "Electricity Grids in Europe", prende in esame 64 centri urbani di 30 Paesi europei scelti considerando l'evoluzione prevista del parco di auto elettriche e veicoli commerciali leggeri, le abitudini di ricarica e la capacità delle reti di distribuzione. Secondo le proiezioni, entro il 2030 il numero di veicoli elettrici a batteria nelle città analizzate sarà mediamente 3,8 volte quello attuale, con la conseguente necessità di potenziare le infrastrutture elettriche.
Senza interventi sulla gestione della domanda, gli investimenti necessari ammonterebbero a circa 24,7 miliardi di euro. Introducendo sistemi intelligenti di controllo della ricarica, invece, la cifra potrebbe scendere a 14,1 miliardi, con una riduzione di circa il 43%. Questo non significa che le reti potranno fare a meno di nuovi investimenti, anzi, tutte le città considerate avranno bisogno di interventi di potenziamento, ma una gestione più efficiente dell'energia consentirebbe di limitarne l'entità.
La rete di ricarica Electra
Il segreto? Scegliere bene quando ricaricare
Il principio alla base della ricarica intelligente è relativamente semplice: evitare che troppe automobili assorbano energia contemporaneamente, soprattutto nei momenti in cui la domanda di elettricità è già elevata. Cosa che si può fare attraverso contatori intelligenti, sistemi di comunicazione e software di gestione, la potenza di ricarica può essere regolata in funzione della disponibilità della rete, privilegiando le fasce orarie meno congestionate.
Un'automobile collegata alla wallbox di casa, per esempio, non deve necessariamente iniziare a ricaricare alla massima potenza appena il proprietario rientra dal lavoro. Se il veicolo deve essere pronto soltanto la mattina successiva, il sistema può distribuire l'assorbimento nelle ore notturne, quando generalmente la domanda elettrica è inferiore.
È il principio dell'EV Load Management, che consente di sfruttare meglio la capacità già disponibile nelle infrastrutture senza dover necessariamente aumentare la potenza delle reti per sostenere tutti i possibili picchi di consumo. Lo studio evidenzia soprattutto il ruolo delle reti a bassa tensione, quelle utilizzate per la distribuzione locale dell'elettricità: proprio a questo livello si concentrerebbe il 77,7% degli investimenti previsti per i potenziamenti fisici.
Il servizio Mobilize V2G per la Renault 5
E in Italia?
Le previsioni Siemens sembrano confermare ancora per un po' le differenze significative in parte già esistenti tra i vari mercati europei. Entro il 2030 le auto elettriche a batteria potrebbero rappresentare il 27,3% del parco circolante in Svezia e il 15,7% in Germania, mentre per l'Italia la quota stimata è ancora sotto il 5%, per l'esattezza il 4,6%. Il che non elimina comunque la necessità di preparare le infrastrutture. Anche nel nostro Paese la crescita delle auto elettriche richiederà interventi sulle reti locali, soprattutto nelle aree residenziali e nei luoghi di lavoro.
Secondo il modello utilizzato nello studio, nelle città rappresentative considerate una quota compresa tra il 55% e il 62% dei proprietari di veicoli elettrici potrebbe disporre di un punto di ricarica domestico entro il 2030. Si tratta di una stima legata alle caratteristiche abitative e alla diffusione prevista delle auto elettriche, non di una percentuale valida indistintamente per tutta Europa. La possibilità di programmare e modulare la ricarica domestica diventa quindi uno degli strumenti più importanti per contenere la pressione sulle reti di distribuzione.
I vantaggi per gli automobilisti
Il risparmio stimato da Siemens riguarda gli investimenti infrastrutturali e non si traduce automaticamente in una riduzione delle bollette o delle tariffe di ricarica. Tuttavia, una gestione più flessibile della domanda potrebbe favorire anche gli automobilisti, soprattutto se accompagnata da tariffe elettriche capaci di incentivare il consumo nelle ore meno congestionate. In effetti è proprio questa una delle direzioni indicate dalla Commissione europea, che punta a favorire prezzi più prevedibili e convenienti nelle fasce orarie di minore richiesta.
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