Ho guidato una Tesla Model S originale (e non sembra invecchiata)
Dopo 257.000 km, questa P85D del 2015 ha ancora la batteria originale, più di 299 km di autonomia reale e ottime prestazioni
La cosa più sorprendente, dopo aver passato un po’ di tempo con una Tesla Model S P85D del 2015, è che non sembra una vecchia auto elettrica. Sembra invece una vecchia auto di lusso, a prescindere dalla motorizzazione. E non è qualcosa che mi aspettavo di dire nel 2026, a 11 anni dal suo debutto.
Quest'esemplare di cui vi racconto la prova su strada è la versione Performance al vertice della gamma, con un powertrain bimotore che sviluppa una potenza complessiva di 691 CV e 931 Nm di coppia. Numeri notevoli, che muovono con sorprendente disinvoltura i 2.239 kg della vettura, permettendole di scattare da fermo a 97 km/h in 3,2 secondi, almeno secondo il dato ufficiale.
Ma misurazioni indipendenti hanno rilevato tempi persino migliori. Per sperimentare tutta l’accelerazione che la P85D può offrire, bisogna selezionare la modalità Insane+. Sullo schermo compare un messaggio che indica che il veicolo sta portando la batteria alla temperatura necessaria affinché le celle eroghino tutta la tensione disponibile.
Design moderno, anche 20 anni dopo
Se le prestazioni risultano pienamente moderne, anche il resto dell’auto non appare affatto superato dagli standard attuali. Il design affonda le radici quasi vent’anni fa, quando Tesla iniziò a sviluppare la Model S nel 2007. Il primo prototipo di design fu mostrato due anni dopo, mentre la versione definitiva di serie, entrata in produzione nel 2012, rimase sorprendentemente fedele alle forme del 2009.
Oggi la Model S non ha affatto un brutto aspetto. La sua linea ha sempre avuto un tocco di Maserati o Jaguar e, col passare degli anni, ha iniziato ad assomigliare sempre di più a una classica di lusso. Ha quell’eleganza da berlina-coupé che, al momento del debutto, era meno diffusa tra le auto di grande serie rispetto a oggi.
Ai giorni nostri è difficile citare una vera berlina a tre volumi che non cerchi di sembrare una fastback.
Il frontale è l’elemento che tradisce maggiormente l’età del progetto e appare molto diverso rispetto all’ultima Model S. C’è qualcosa di quasi nostalgico nel modo in cui sfoggia la sua finta calandra sporgente che, naturalmente, doveva essere ricca di cromature per sottolineare chiaramente il fatto di trovarsi davanti a un’auto di lusso.
Il restyling introdotto dopo aprile 2016 l’ha resa molto più affilata e moderna eliminando la “griglia”, ma oggi quelle vetture più recenti non hanno lo stesso fascino d’altri tempi di una Model S delle prime serie che passa per strada.
Vista da dietro, si percepisce meno chiaramente che si tratta del modello più vecchio, anche se il restyling del 2016 ha modificato anche la parte posteriore. Tra i gruppi ottici c’è un inserto cromato con la scritta “Tesla” in rilievo, molto scenografico, ma che tende anche a trattenere lo sporco ed è difficile da mantenere pulito.
Il proprietario di quest’auto ha rimosso i cerchi Turbine originali da 21 pollici montando un set più sensato di Slipstream da 19 pollici, corretti per l’epoca. Le ruote più piccole fanno sembrare ancora più grandi le già vistose pinze freno rosse della versione Performance.
Le recensioni dell’epoca sull’abitacolo della Model S erano in generale positive, anche se molti si chiedevano se trasmettesse davvero una sensazione da auto di lusso. A più di un decennio di distanza, l’interno sembra essere invecchiato con grazia. Per la maggior parte.
Pochi rumori e abitacolo invecchiato bene
La componentistica dei comandi di origine Mercedes fa sì che alcuni punti di contatto ricordino le auto tedesche di quel periodo. Ma i sedili e i materiali soft-touch più economici richiamano più Cadillac che Audi. Nel complesso, la sensazione era piuttosto solida; durante la marcia arrivavano pochissimi rumori.
Il resto dell’abitacolo è invecchiato meglio del sistema di infotainment originale. L’eccezione principale era il portellone posteriore, il cui meccanismo soft-close a volte faticava a funzionare correttamente e che sembrava muoversi e fare rumore sulle sconnessioni.
Per il resto, continuava a trasmettere una certa sensazione di lusso. Essendo una versione Performance, aveva rivestimenti in Alcantara su plancia, cielo e montanti, dettaglio che contribuisce a dare all’abitacolo un’atmosfera leggermente più sportiva.
Si notavano però segni d’usura sul fianchetto sinistro del sedile guidatore, così come su un elemento di finitura che sporgeva nell’apertura della porta. Mi si è impigliato addosso mentre salivo a bordo. Il volante, invece, conservava ancora la pelle originale, con un’usura minima.
Il divano posteriore è abbastanza spazioso da consentire a due adulti alti circa 1,83 metri di viaggiare in relativo comfort. Il pavimento, però, è piuttosto alto nella zona posteriore e questo allontana le gambe dal cuscino della seduta. Non lo definirei il posto ideale per un lungo viaggio. E l’assenza di tasche nelle portiere o dietro i sedili anteriori è semplicemente inaccettabile, persino per il 2015.
Comfort eccellente, ma le sospensioni...
Con le sospensioni pneumatiche adattive di serie e i cerchi più piccoli montati sull’esemplare in prova, il comfort di marcia era eccellente. Le sospensioni ad aria hanno una perdita e il proprietario mi ha detto che l’avantreno inizia ad abbassarsi dopo oltre due giorni di sosta. È un problema da risolvere, perché costringe il compressore a lavorare eccessivamente, aumentando il rischio di guasti.
Non si scompone nemmeno tra le curve, anche se lo sterzo appare un po’ vago e filtrato e non invoglia a una guida davvero brillante. Si può ridurre l’assistenza per rendere il volante più pesante, ma questo non influisce sulla quantità di feedback che gli pneumatici trasmettono alle mani, che in questo caso è praticamente nulla.
Ma a invecchiare male è stato il display
Girare in città con questa vecchia Model S è ancora molto piacevole e nel 2026 resta un’esperienza piuttosto lussuosa e particolare. Ciò che invece non è invecchiato bene è il display verticale da 17 pollici, probabilmente una delle sue caratteristiche più riconoscibili e una di quelle che hanno cambiato per sempre gli interni delle auto.
La grafica appare grezza e pixellata secondo gli standard attuali e la risposta del display e la fluidità del sistema sembrano indietro di diverse generazioni. Ogni tanto si notano scatti e rallentamenti, ma pur risultando lievemente frustrante nell’uso, resta un’interfaccia adeguata per interagire con l’auto e fa ancora il suo dovere.
Bene anche grazie agli aggiornamenti OTA
Tesla ha mantenuto la vettura ragionevolmente aggiornata tramite aggiornamenti over-the-air, aggiungendo funzioni più recenti e preservando la funzionalità di app, navigazione e ricarica. Tuttavia l’hardware MCU1 originale di questa vettura può rendere il sistema di infotainment lento in alcune situazioni. Il problema è stato risolto sulle auto successive, dotate di MCU2 con processore Intel.
Le auto con MCU1 sono limitate ai soli servizi di streaming audio come Spotify. Anche lo streaming video richiede la successiva MCU2. Tesla continua comunque a offrire l’aggiornamento a MCU2 per le vetture precedenti al 2018 al prezzo di 2.700 dollari, quindi in futuro resta un’opzione percorribile anche per questo esemplare.

Capitolo batterie
Ma ciò che conta davvero, se si sta valutando una di queste come EV usata di lusso a basso costo, è quanto bene ha retto la batteria. L’esemplare che ho provato non disponeva del test integrato notturno sullo stato di salute della batteria, che su altri modelli Tesla può fornire una stima molto accurata della salute del pacco.
Una stima si può comunque ottenere tramite un’app come Tessie. Il servizio ha rilevato che l’auto che ho guidato conservava ancora circa l’86% della capacità originale. È un valore piuttosto buono per un’auto così datata, ma abbiamo visto esemplari con più chilometri e oltre dieci anni alle spalle mostrare valori simili; l’esperienza può variare.
Questa vettura ha probabilmente effettuato molta ricarica rapida in corrente continua nel corso della sua vita, dato che dispone della ricercata opzione Supercharging gratuito per sempre. È trasferibile ai nuovi proprietari e l’attuale titolare ha risparmiato migliaia di dollari ricaricando gratuitamente ai Supercharger. La usa regolarmente per un tragitto di 451 km attraverso il Paese e i chilometri accumulati ogni anno non sono pochi; in due anni di possesso si è comportata molto bene, senza mai lasciarlo a piedi.
Qual è l'autonomia reale?
Con questo livello di salute, la batteria può ancora garantire circa 322 km di autonomia reale. Oggi può sembrare un dato mediocre, ma considerando quanto poco può costare una Model S delle prime serie come questa, non la scarterei a priori. Se poi se ne trova una con l’opzione SC01 che include il Supercharging gratuito, diventa un vero affare.
Mi ero avvicinato alla Model S aspettandomi che sembrasse una spedizione archeologica nei primi anni delle auto elettriche davvero serie. Quello che ho trovato è stata una berlina di lusso anziana, con qualche scricchiolio, ma ancora brillante nelle prestazioni e capace di percorrere distanze significative prima di doversi fermare a ricaricare. Il fatto di poterlo fare gratis le dava quasi l’aria di un glitch finanziario nel mondo reale.
Se state cercando un’elettrica usata economica, è difficile darle torto. È l’auto storicamente più significativa della sua epoca, il modello che ha tracciato la strada per tutte le moderne EV. A oltre dieci anni di distanza, non solo resta un’opzione affidabile e accessibile sul mercato dell’usato, ma non ha ancora perso il suo fascino.
Fotogallery: Tesla Model S P85D (2015)
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