La wallbox intelligente che ricarica senza sovraccaricare casa
Il caricatore monitora forno, clima e altri elettrodomestici e riduce la potenza dell'auto quando l'impianto è già sotto pressione
Mettere mano al quadro elettrico per installare una colonnina domestica può costare parecchio.Schneider Electric, il gruppo francese specializzato in gestione dell'energia e automazione, ha lanciato negli Stati Uniti e in Canada un caricatore domestico da 48 ampere all'interno della gamma Schneider Charge, pensata proprio per evitare quella spesa aggiuntiva.
Si chiama Schneider Charge ed è un wallbox di livello 2 da 48 ampere, capace di erogare fino a 11,5 kW. La particolarità non è la potenza in sé, ma il sistema che la governa: monitora in tempo reale i consumi della casa e regola la ricarica per restare dentro la capacità elettrica già disponibile, così da evitare, quando possibile, interventi sul contatore o sul quadro.
Il caricatore Schneider da 48A e la gestione dinamica del carico
Il cuore del sistema si chiama SmartAmp e utilizza trasformatori di corrente, cioè sensori che misurano quanta elettricità sta effettivamente circolando nell'impianto in un dato istante. Se forno, condizionatore e lavatrice sono già accesi insieme, il caricatore riduce automaticamente la potenza destinata all'auto, così da non superare il limite disponibile e non far intervenire le protezioni.
Il prodotto fa parte di un sistema certificato secondo lo standard americano UL 3141, ovvero un riferimento per i Power Control Systems, i sistemi di controllo della potenza usati per limitare corrente e carico in diversi tipi di impianti, domestici e non.
La prima versione è hardwired, cioè collegata in modo fisso alla rete di casa senza spina. Il cavo di ricarica misura 25 piedi (circa 7,6 metri) ed è disponibile con connettore J1772 o NACS, lo standard nordamericano introdotto da Tesla.
Nuovo wallbox Schneider: ricarica EV veloce senza rifare il quadro
Quando basta la gestione del carico e quando serve comunque l'elettricista
La gestione dinamica funziona al meglio quando l'impianto ha un margine di potenza disponibile: se la casa non arriva quasi mai a usare tutta la potenza contrattuale nello stesso momento, il caricatore trova spazio per caricare l'auto senza toccare il contatore. È il caso tipico di abitazioni con impianti recenti o con pochi elettrodomestici ad alto assorbimento usati in parallelo.
Lo scenario cambia se la fornitura è già al limite: case con pompa di calore, forno elettrico e altri carichi pesanti attivi insieme possono avere poco margine, e in quel caso il caricatore si limiterà ad abbassare la potenza di ricarica, senza risolvere alla radice il collo di bottiglia. Shawn Bonacorsi, responsabile delle soluzioni di elettrificazione per il Nord America di Schneider Electric, ha spiegato che molti proprietari di case scoprono solo con l'arrivo dell'auto elettrica che il proprio impianto non era stato progettato per quel livello di domanda.
Cosa cambia per chi vuole ricaricare l'auto elettrica a casa in Italia
In Italia il problema si pone in termini diversi, perché l’ostacolo non è quasi mai il quadro elettrico ma la potenza contrattuale con il fornitore, tipicamente 3 o 4,5 kW nelle abitazioni residenziali. Un wallbox tradizionale da 7,4 o 11 kW saturerebbe da solo l’intera fornitura domestica, per questo la gestione dinamica del carico è già una funzione richiesta e diffusa anche sui caricatori venduti qui, non un'esclusiva di Schneider Charge.
Il caso Schneider resta comunque interessante come indicazione di tendenza: i produttori puntano su sistemi che leggono i consumi in tempo reale invece di limitarsi a fissare una potenza massima.
In Italia soluzioni simili sono già abbinate a wallbox domestici e a sistemi di ricarica intelligente proposti dagli operatori energetici, come la ricarica domestica intelligente sviluppata da Audi ed Enel.
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