Il treno da 4.400 CV che ha detto addio al diesel
In Australia una locomotiva elettrica da 7 MWh lavora nelle miniere del Pilbara. E in discesa riesce anche a ricaricarsi
Una locomotiva merci pesante che non brucia diesel esiste già e sta lavorando da quasi un anno nel Pilbara australiano. È la Wabtec FLXDrive, macchina da 4.400 CV a batteria, impegnata dal novembre 2025 nelle prove commerciali di BHP, il colosso minerario australiano, sulla linea che serve la miniera di ferro di Jimblebar.
Il test non è un esperimento isolato: fa parte di un programma partito nell'anno fiscale 2026 che punta a validare l'elettrificazione dei convogli pesanti in uno degli ambienti operativi più duri al mondo. BHP prevede già di aggiungere altre due locomotive a batteria alla flotta in prova, segno che la fase pilota sta per allargarsi.
Come funziona la locomotiva Wabtec FLXDrive da 4.400 CV
La FLXDrive è la prima locomotiva elettrica a batteria costruita appositamente in Australia, pensata per sostituire o affiancare le unità diesel nei convogli merci pesanti. Dentro il telaio non c'è un motore a combustione ma un pacco batterie da 7 MWh, abbastanza capiente da alimentare da solo il treno o da lavorare in coppia con locomotive diesel tradizionali, riducendone il carico di lavoro e i consumi.
Wabtec FLXDrive
Il punto di forza non è solo la capacità della batteria, ma il modo in cui viene ricaricata durante il viaggio stesso. Come ha sottolineato Peter Thomas, vicepresidente regionale di Wabtec per Australia, Nuova Zelanda e Sud-Est asiatico, "la Pilbara ha sempre rappresentato un luogo di grande ambizione, e queste locomotive rappresentano il tipo di innovazione necessaria per mantenere la regione attiva".
Frenata rigenerativa: l'energia recuperata in discesa
Il meccanismo chiave è la frenata rigenerativa: nelle tratte in discesa, tipiche dei percorsi che collegano le miniere del Pilbara ai porti di carico, la locomotiva trasforma l'energia cinetica del treno in elettricità invece di dissiparla in calore attraverso i freni tradizionali. L'energia recuperata ricarica il pacco batterie senza bisogno di fermarsi a una colonnina o a un impianto dedicato.
In alcune condizioni di carico e profilo altimetrico, l'energia raccolta in discesa basta a coprire il viaggio di ritorno a vuoto, riducendo drasticamente la necessità di ricariche esterne. È un vantaggio specifico dei percorsi minerari, dove i treni pieni scendono verso il porto e tornano vuoti verso la miniera: la stessa geografia del tragitto diventa parte del sistema di alimentazione.
Wabtec FLXDrive, un dettaglio laterale
I test di BHP e il prossimo passo con Progress Rail
BHP non si sta limitando a un solo fornitore. Oltre alle due Wabtec FLXDrive già operative a Port Hedland, l'azienda ha ricevuto a Perth due locomotive elettriche a batteria di Progress Rail, che saranno trasportate a Port Hedland per le prove nel corso del 2027. L'obiettivo dichiarato è un confronto diretto tra le due tecnologie sullo stesso terreno operativo, per capire quale soluzione regge meglio il carico di lavoro minerario.
Questi test si inseriscono in una strategia più ampia di riduzione delle emissioni che BHP punta a azzerare entro il 2050: l'azienda classifica lo sviluppo delle locomotive a batteria come parte delle soluzioni di sostituzione del diesel da implementare su larga scala dopo l'anno fiscale 2030. È un orizzonte che lega direttamente il trasporto ferroviario pesante alla più ampia transizione energetica dell'industria mineraria, con ricadute che toccano anche la tecnologia delle batterie modulari per i mezzi pesanti usata su strada.
Cosa significa per la logistica e il trasporto su gomma
Il collegamento tra ferrovia elettrificata e mondo automotive non è teorico: la logistica dei minerali e delle materie prime che alimentano le batterie delle auto elettriche passa spesso per gli stessi hub portuali serviti da treni come la FLXDrive. Le stesse sfide di gestione termica, densità energetica e affidabilità dei pacchi batteria si ritrovano nei progetti di elettrificazione dei camion pesanti a trazione elettrica destinati a percorsi estremi.
Le soluzioni testate su rotaia, dalla gestione della frenata rigenerativa alle strategie di ricarica opportunistica lungo il tragitto, offrono un banco di prova su scala che anticipa problemi simili a quelli affrontati nello sviluppo dei camion elettrici con chimiche alternative al litio. Il prossimo confronto diretto tra FLXDrive e le unità Progress Rail nel 2027 dirà quale approccio tecnico regge meglio il carico di lavoro minerario su lunga distanza.
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