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TOGG, la Turchia e la nuova geopolitica dell'auto elettrica

Il debutto del primo costruttore di Ankara si inserisce in un mercato sempre più globale, su cui incombe la forza della Cina

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Federico Gasparini Federico Gasparini

Di: Federico Gasparini

27 dic 2019 alle 23:30

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Era solo il novembre 2017 quando il presidente turco, Tayyip Erdogan, lanciava il progetto della prima auto turca, svelata oggi nella sua unica declinazione elettrica. Un piano lungamente cullato e molto ambizioso - condiviso all'epoca anche con il patron di Tesla Elon Musk - entrato nel vivo a metà 2018 con la creazione del consorzio TOGG (Turkey's Automobile Initiative Group). A formarlo 5 grandi gruppi industriali del Paese: Anadolu Group, BMC, Kok Group, l’operatore telefonico Turkcell e Zorlu Holding.

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Due anni dopo ecco presentati davanti allo stesso Erdogan i primi modelli a marchio TOGG che arriveranno dal 2022 (nell'articolo dedicato tutte le informazioni). Auto che rispecchiando le aspirazioni del presidente turco puntano a far crescere l'industria e la percezione di forza del Paese, con l'obiettivo di competere sui principali mercati mondiali. Già, perché nel panorama automobilistico di oggi, alle prese con la rivoluzione elettrica, i vecchi paradigmi sono saltati e le distanze tecnologiche si sono drasticamente assottigliate, aprendo a una competizione mai così globale.

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La "rivincita" cinese

L'esempio più lampante del terremoto in atto è la Cina, che con l'elettrificazione sta cercando di cancellare il ritardo che ha sempre caratterizzato la sua industria dell'auto. E così, forte dell'esperienza nelle batterie, di una liquidità impensabile altrove e grazie allo shopping nelle miniere africane e centroamericane, Pechino ha iniziato a impensierire seriamente tutti i competitor mondiali, costringendo in primis l'Unione europea a correre ai ripari.

È proprio dallo spauracchio cinese che è nata infatti l'idea della Battery Alliance Ue. Un'iniziativa evidentemente ispirata all'esperienza Airbus, quando negli anni '70 si sviluppò intorno all'asse franco-tedesco il consorzio che ha consentito all'Europa di competere con i big Usa dell'aeronautica come Boeing. Lo stesso sta succedendo ora per le batterie, con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, che proprio oggi ha ribadito per l'ennesima volta l'importanza di creare uno o più campioni continentali in questo settore.

Il tutto mentre oltreoceano Google prova a prendere in mano la guida autonoma e una Casa sui generis come Tesla è diventata un simbolo dell'elettrico.

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Il grande progetto turco

La Turchia è già un importante produttore di auto, ma sono tutti stabilimenti che fanno capo a gruppi esteri, come FCA, Renault, Toyota e Hyundai. Una situazione che non piaceva affatto a Erdogan, arrivato addirittura negli anni scorsi a definire “una vergogna” l'assenza di un brand automobilistico nazionale.

Ora Ankara ha sopperito a questa mancanza e grazie a un investimento stimato nell'ordine dei 3,7 miliardi di dollari punta a produrre 175.000 auto all'anno a marchio TOGG a partire dal 2022, impiegando oltre 4.000 persone. Le EV nasceranno nello stabilimento di Bursa, provincia nord-occidentale ad alta industrializzazione, che ospita già altri impianti automotive come la fabbrica di Tofas, joint venture tra FCA e KOC.

Il CEO di TOGG è l'ex Bosch Gurcan Karakas e il COO è Sergio Rocha, già chief executive di General Motors Korea.

Fotogallery: Nasce Togg, la Casa automobilistica turca

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