Per rispettare la normativa Ue la Casa è costretta a castrare i suoi sistemi di assistenza alla guida, ma i proprietari non ci stanno

Paese che vai, normativa che trovi. Anche per la guida autonoma o assistita. E così, l’Autopilot di Tesla funziona in modo diverso a seconda delle aree del mondo in cui le auto sono vendute. Nell'Unione europea, ad esempio, le regole sono molto più restrittive rispetto agli Stati Uniti, al punto che la Casa è stata costretta nel tempo a limitare alcune funzionalità delle sue auto.

Inevitabile quindi il malumore di clienti e appassionati, che ha preso ora la forma di una petizione rivolta al Parlamento europeo, in cui si chiede di poter sfruttare al massimo il potenziale delle auto di Elon Musk.

Un aggiornamento poco gradito

Proprio nelle ultime settimane la Casa ha iniziato il roll-out di un aggiornamento software per Model S e Model X europee che incide sulle funzioni di aiuto alla guida, riducendone la portata come avvenuto in precedenza per la Model 3. La cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso per lo sloveno Miha Martini, il promotore della petizione lanciata nei giorni scorsi su Change.org, che ha raccolto già quasi 8.000 firme.

Fotogallery: Tesla Model X prova su strada

L’aggiornamento, in concreto, limita l’uso del cambio corsia automatico alle strade divise con due o più corsie in entrambi i sensi di marcia e interviene sui tempi di reazione del sistema quando si utilizza l’indicatore di direzione per cambiare corsia. L’auto aspetterà almeno un secondo e mezzo prima di iniziare la manovra e aspetterà fino a cinque secondi prima di annullare l’operazione se il sistema non riesce a iniziare il cambio di corsia.

Ancora, la rotazione massima del volante quando è attivo l’Autosteer è stata limitata, la funzionalità Summon può essere attivata solo entro sei metri di distanza dall’auto e il sistema attiverà un alert se non si impugna il volante per più di 15 secondi.

Fotogallery: Tesla Model S

Meno incidenti con l’Autopilot

La petizione mette nel mirino in particolare il regolamento UN/ECE R79 dell’Ue, accusato di privare ingiustamente gli automobilisti europei di una tecnologia in grado di migliorare la sicurezza. “E le cose peggioreranno ulteriormente quando all’estero sarà disponibile anche il Full Self Driving”, attacca Martini, che ricorre poi ai numeri degli incidenti che hanno coinvolto le Tesla per dimostrare la sua teoria.

“Le auto con l’Autopilot attivato sono 9 volte meno coinvolte dai sinistri rispetto alla media e questo valore continuerà a crescere sempre di più”, conclude il primo firmatario della petizione.

E voi che ne pensate? Firmerete la petizione?