L'associazione lancia l'allarme sui prodotti Made in China: "Mancano i requisiti di sicurezza europei"

Il progressivo, anche se faticoso, "sdoganamento" della circolazione dei monopattini ha portato con sé un boom del mercato, e di conseguenza anche dell'import di questi e di altri veicoli della micromobilità.

Tuttavia, come spesso accade, l'invasione di un determinato prodotto fa emergere anche buchi e ambiguità normative: nel caso dei monopattini, a lanciare l'allarme è L'ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), che in un comunicato ha evidenziato come questi, pur essendo stati equiparati alle biciclette, non siano sottoposti alle stesse leggi comunitarie in materia di sicurezza.

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Norme in via di definizione

Per le e-bike esiste infatti addirittura uno specifico testo UNI EN 15194, il cui equivalente applicato ai monopattini sta ancora seguendo l'iter burocratico per la definizione. Nell'attesa, con l'import di prodotti Made in China, che nel 2019 sono stati 625.000 (+37% sul 2018) ossia oltre il triplo delle bici elettriche, secondo l'associazione si rischia l'immissione sulle strade di mezzi non sicuri.

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Colpa di internet?

Una delle cause della diffusione incontrollata, sempre secondo l'associazione, sarebbe anche l'e-commerce, che "dribbla" la verifica preventiva dei requisiti in quanto favorisce la vendita diretta di prodotti sfornati da fabbriche extra-europee sui quali non è di fatto possibile effettuare controlli prima della loro spedizione.