Regno Unito verso divieto dal 2035 per le auto a benzina, diesel e ibride
Il primo ministro Johnson punta all'elettrificazione totale. Critica l'associazione delle Case SMMT: "Serve un piano, non una data"
Nei giorni della Brexit, il premier inglese Boris Johnson non placa il proprio impeto, ma rilancia, annunciando la volontà di vietare la vendita di auto a benzina, diesel e ibride a partire dal 2035.
Si tratta di un annuncio giunto in occasione della presentazione londinese del programma COP26, la conferenza ONU sui cambiamenti climatici, che si terrà a novembre a Glasgow. Una presa di posizione chiara ed evidente come sottolineata dallo stesso ex sindaco di Londra: "Vogliamo assumere un ruolo guida nella battaglia contro il cambiamento climatico".
Al bando prima del 2050
Dunque, un annuncio roboante che punta a lanciare il Governo di Londra come guida in questo cambiamento, con il 2020 come anno cruciale. Johnson, impegnato proprio in questi giorni in un incontro con il premier Giuseppe Conte, ha sottolineato come il divieto di commercializzazione di autoveicoli con alimentazione "tradizionale" potrebbe essere messa in atto prima: "Dobbiamo fare del 2020 un anno di svolta sul riscaldamento globale"
La volontà, sarebbe quella di accelerare questo percorso, e chiudere questa transizione addirittura nel 2035, dunque 15 anni prima di quanto previsto. Un processo comunque oneroso, e non solo per quanto concerne il cammino delle Case auto, ma anche per chi in questi anni, sta investendo denaro su di un mezzo da utilizzare.
I produttori chiedono chiarezza
Non si tratta di una mera questione filosofica, tanto più che la stessa società dei produttori e commercianti di automobili britannica, la SMMT, ha sottolineato come tali esternazioni da parte di Johnson siano "estremamenti preoccupanti". Non si tratta di una contrarietà al passaggio al mondo a zero emissioni alla pompa, quanto le modalità ed i processi cognitivi, sociali ed economici alla base: "Non c'è alcun piano o programma per questo passaggio.
Se il Regno Unito vuole guidare l'agenda globale, serve un mercato competitivo per incoraggiare i costruttori a produrre e vendere qui. Una data, senza un piano, porterà alla perdita di valore del mondo automotive e nulla più".
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