Per BNEF i costi scendono, ma la tecnologia avrebbe bisogno di più sussidi dei Governi (che potrebbero togliere la cifra ai fossili)

Al netto di quella che è la situazione attuale figlia della pandemia del Coronavirus, è evidente che al di là degli interessi contingenti la sfida della decarbonizzazione dovrà continuare ad essere portata avanti. Una delle strade è quella dell'idrogeno, tanto più che, secondo uno studio di Bloomberg New Energy Finance (BNEF), il calo dei costi di produzione dello stesso idrogeno da fonti rinnovabili può aprire nuove possibilità.

A patto che, sottolinea il report, dai Governi arrivi un importante piano di finanziamenti, indicato come conditio sine qua non per far decollare questa tecnologia. Quanto "importante"? Tanto, si parla infatti di 150 miliardi di dollari nel prossimo decennio.

Energia generata da eolico e solare

Dunque, l'obiettivo sarebbe quello di produrre idrogeno da energia eolica o solare a basso costo. Lo stato dell'arte prevede che esista una tecnologia finanziata già privatamente dalle imprese e dalle aziende. In tempo di crisi però, un supporto statale sarebbe decisivo.

La cifra da mettere in campo, secondo BNEF, equivarrebbe a meno della metà dell'importo attualmente speso a livello globale per i sussidi al consumo di combustibili fossili. Dunque, a livello di impatto, questo comporterebbe un duplice effetto, oltre a dimezzare il costo di produzione dell'idrogeno stesso.

Servono 150 miliardi

Secondo lo stesso studio di BNEF, l'utilizzo di idrogeno privo di carbonio è attualmente ridotto a causa dei costi elevati. "Sarebbe un percorso che richiederebbe un coordinamento politico tra governi, strutture per gli investimenti privati ​​e l'implementazione di sussidi per circa 150 miliardi di dollari nel prossimo decennio", ha affermato Kobad Bhavanagri, responsabile decarbonizzazione industriale di Bloomberg New Energy Finance.

E' pur vero che il costo della tecnologia per l'elettrolisi da energie rinnovabili è diminuito del 40% negli ultimi cinque anni in Europa e nel Nord America, tanto più che industrie come acciaio, vicoli pesanti, trasporti marittimi, cemento hanno iniziato a pensare a sostituire l'utilizzo di gas naturale con l'idrogeno per ridurre le emissioni nell'ambito degli obiettivi climatici. In Giappone poi, Toyota sta cercando di porre le basi consolidate per città e trasporti alimentati ad idrogeno. Non dissimile il discorso può essere affrontato in Germania.

Costo dell'idrogeno in calo

Bloomberg ha voluto sottolineare inoltre che il costo di produzione di un chilogrammo di idrogeno da energie rinnovabili potrebbe scendere in un intervallo di 1,14-2,71 dollari per chilo nel 2030, rispetto agli attuali 2,53-4,57 dollari per chilo di oggi. Tuttavia, raggiungere questo obiettivo dipenderà molto da quelle che sono le direttive governative.

Cosa accadrà nei prossimi mesi? La Pandemia mondiale devasterà completamente questa strada o potrà essere occasione? Scriveteci nei commenti, diteci la vostra qui o sulla nostra pagina facebook.

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