Numeri, prospettive e best practice nel quarto White Paper di Repower: “Innovazione tecnologica e culturale per uscire dalla crisi”

“Una fotografia scattata poco prima dell’emergenza, utile come termine di paragone rispetto alla situazione attuale”, ma soprattutto “piena di spunti su come l’innovazione tecnologica e culturale di questo settore possano rappresentare un driver essenziale per uscire prima e meglio da questa crisi”. L’a.d. di Repower Italia, Fabio Bocchiola, descrive così la quarta edizione del White Paper “La mobilità sostenibile e veicoli elettrici”, pubblicato oggi, appuntamento fisso per fare il punto sullo scenario della eMobility in Italia e nel mondo.

E quest'anno anche fonte di ispirazione per un rilancio post-Coronavirus che faccia dello sviluppo sostenibile la sua marcia in più: “Abbiamo deciso di pubblicarlo ora – chiarisce il manager - proprio per dare un contributo concreto al dibattito che oggi si è fatto ancora più forte su cosa vorrà dire muoversi e su come bisognerà focalizzarsi sulla mobilità elettrica”.

I numeri

Il report poggia come negli anni scorsi su una corposa base di dati e numeri, che hanno visto nel 2019 una costante crescita dell’elettrico, con i veicoli elettrici per il trasporto di persone che hanno superato globalmente le 5 milioni di unità, con una quota di oltre 2 milioni di vendite annue, con mercati di riferimento Cina, Europa, Stati Uniti e Giappone, che rappresentano oltre il 96% delle vendite.

In Italia, ricorda l’analisi, lo scorso anno le immatricolazioni di full electric sono più che raddoppiate fino a quota 10.000 unità (qui la classifica delle più vendute in Italia nel 2019), e la crescita come abbiamo visto non si è fermata neppure nella prima parte del 2020, nonostante l’impatto devastante sul mercato del Coronavirus.

Quanto alle colonnine, lungo la Penisola sono stati installati fino ad oggi circa 8.200 punti di ricarica. “Un segnale prezioso”, evidenzia Repower, “un numero che sta contribuendo a favorire quella crescente percezione di adeguatezza delle infrastrutture che è indispensabile per immaginare nel prossimo futuro una presenza dell’e-mobility sempre più diffusa su larga scala”.

Sharing, città e nuove competenze

L’analisi registra inoltre come prima dell’emergenza sanitaria l’offerta di mobilità condivisa nel nostro Paese fosse in netto aumento, arrivando a coinvolgere oltre 5 milioni di italiani (1 milione in più negli ultimi 2 anni), con i servizi attivi - tra car sharing, scooter sharing, car pooling, bike sharing, etc – oltre quota 360. Si parla di numeri veramente importanti, con ben 33 milioni di spostamenti che vuol dire una media di 60 al minuto.

Ma il White Paper non sono solo numeri e si addentra anche nelle dinamiche evolutive delle città, rilevando il ruolo centrale dell’elettromobilità per le smart city del futuro, il cui studio sta portando anche verso una progressiva ibridizzazione delle competenze. “È in atto un profondo cambiamento delle competenze di architetti e designer, urbanisti e ingegneri”, nota Repower, "che oggi si ritrovano a dover ridisegnare anche la nuova mobilità, lo smart landscape, lo scenario intelligente che coinvolge ambiti diversi, dalla sanità alla finanza ai beni culturali, al turismo fino alla mobilità”.

E in questo solco stanno emergendo anche inediti profili professionali che richiedono nuove skill anche all’interno del settore automotive stesso.

repower

Consapevolezza e best practice

Un capitolo del White Paper è dedicato poi alle fake news sulla mobilità elettrica, con focus che riguardano temi specifici come il costo delle auto elettriche o la questione delle emissioni calcolate nell’intero ciclo di vita dei veicoli, ma anche il mix energetico delle ricariche e le colonnine.

L'intero report è costellato infine di best practice e storie di successo legate alla eMobility, proprio quelle che per Bocchiola possono rappresentare esperienze da cui attingere per il rilancio. “Nello scenario attuale la mobilità elettrica può diventare protagonista di una ripartenza che cominciamo a vedere in lontananza”, conclude l’a.d., “sappiamo che le regole saranno diverse, dovremo ripensare molto di quello che è il nostro quotidiano, dai piccoli gesti alle grandi azioni e quello della mobilità sarà un ambito che verrà fortemente toccato da questa rivoluzione copernicana”.