La proposta per “ingolosire le persone a passare a un’auto ibrida o elettrica”. E per le colonnine parola d’ordine “semplificazione”

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, non ha dubbi, la ripresa dell’economia dopo il dramma Coronavirus dovrà fondarsi sul concetto di sviluppo sostenibile. E in quest’ottica il ministro ha avanzato anche una proposta “shock” per il mercato auto, da accompagnare anche a una profonda semplificazione burocratica per la posa delle colonnine.

“A chi vuol cambiare una macchina a motore termico da Euro 0 a Euro 5, invece di dare 5mila euro come adesso se ne possono dare 15mila”, ha detto in particolare Costa al Corriere delle Sera, “si ingolosiscono le persone a passare a un’auto ibrida oppure total elettrico”. Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, UNRAE ha proposto di aumentare la soglia di accesso all'ecobonus fino ai 95 g/km di emissioni CO2.

Una misura per le famiglie

Con un sostegno così forte all’acquisto di auto elettrificate, spiega il responsabile del Minambiente, “le Case automobilistiche sono spinte a produrne di più — e più se ne producono, meno costano, ulteriore vantaggio — ma anche la ricerca tecnologica è invitata ad avanzare più velocemente”.

Per il ministro si tratterebbe quindi di “un’idea semplice” che “tocca le famiglie: sono loro a fare il cambiamento del paradigma economico, non le grandi imprese”.

Colonnine e rinnovabili più semplici

Guardando oltre la cosiddetta “Fase 2” a quella che viene definita “Green Recovery”, Costa spiega inoltre che c’è “una norma a cui stiamo già lavorando proprio al ministero dell’Ambiente. La chiamiamo ‘Norma Semplificazione’. Che sia poi ‘Norma Ripresa’ o ‘Sviluppo Italia’ serve comunque a dare una scossa”.

Tre, evidenzia il ministro, “le parole chiave” intorno a cui si svilupperà il testo: “semplificazione, velocizzazione e sburocratizzazione”. E il primo esempio portato è proprio quello delle colonnine, croce e delizia di tutti gli automobilisti elettrici. “Per mettere una colonnina per la ricarica di un mezzo elettrico non è possibile siano necessarie tra 11 e 18 autorizzazioni amministrative”, osserva il ministro, “un Paese così è ingessato”.

Ma un altro esempio è quello degli impianti per la produzione di energie rinnovabili, per i quali Costa ipotizza una procedura di valutazione ambientale ad hoc con cui si potrebbero tagliare i tempi delle autorizzazioni dal 70% al 90%. In questo modo, sintetizza il ministro, per ottenere il semaforo verde a un campo fotovoltaico servirebbero “sei mesi, non più i 3-5 anni odierni”.