L’Autorità per l’Energia ha definito i suoi orientamenti iniziali e avviato la prima di una serie di consultazioni: ecco il documento

Entra sempre più nel vivo il lavoro per il vehicle-to-grid in Italia. Mentre nelle scorse settimane sono stati avviati i lavori per realizzare nello stabilimento FCA di Mirafiori il più grande progetto al mondo basato su questa tecnologia, infatti, l’Autorità per l’Energia (Arera) ha continuato a lavorare sul versante regolatorio.

E il risultato è il documento di consultazione che definisce i primi orientamenti dell’Authority su questa tecnologia, ai fini della revisione della regolazione del dispacciamento elettrico.

Primi passi

Gli orientamenti, sottolinea Arera, vengono presentati tenendo conto delle disposizioni indicate dall’apposito decreto del ministero dello Sviluppo economico.

L'Autorità aggiunge che a questo documento di consultazione ne faranno seguito altri, soprattutto in relazione alla copertura, prevista dallo stesso decreto del Mise, dei costi aggiuntivi della tecnologia vehicle to grid.

Ciò in quanto, prima di quantificare tale copertura, Arera ritiene “opportuno e necessario” completare la definizione dei requisiti tecnici dei dispositivi necessari. Attività questa già in corso presso il Comitato Elettrotecnico Italiano.

Almeno 0,2 MW

Il primo documento di consultazione, disponibile a questo link, indica tra le altre cose che, “almeno nel caso di UVAM costituite esclusivamente da infrastrutture di ricarica, la potenza minima da rendere disponibile, a salire e/o a scendere, possa essere ridotta fino a 0,2 MW”.

In attuazione di quanto previsto dal decreto Mise, Arera ricorda infine che l’infrastruttura di ricarica dotata di tecnologia vehicle-to-grid - con configurazione V2G - è classificata tra i sistemi di accumulo, in quanto le batterie dei veicoli possono operare “come generatori di energia elettrica”. E i sistemi di accumulo, a loro volta, sono equiparati alle unità di produzione.