Confermate le indiscrezioni su tariffe e infrastrutture (anche in autostrada). Ma con le buone notizie resta qualche interrogativo

La tanto agognata svolta per le colonnine sta arrivando. E prima ancora di quella “calata” dall’Europa con l'aggiornamento direttiva Dafi (per la quale, lo ricordiamo, l'Italia è in procedura di infrazione).

L’intervento su infrastrutture e tariffe, che abbiamo potuto anticipare la scorsa settimana, è infatti rimasto inalterato nel testo del decreto Semplificazioni varato nella notte “salvo-intese” dal Consiglio dei ministri. Con tutta la sua portata innovativa, ma anche con qualche limite. Limite che, magari, potrebbe essere affrontato nel passaggio in Parlamento per la conversione in legge.

Meno burocrazia, più colonnine

Il provvedimento, come abbiamo visto, contiene misure che vanno dal target di "almeno" una colonnina ogni mille abitanti all’obbligo delle ricariche nelle aree di servizio autostradali, passando per un intervento al ribasso sulle tariffe e le necessarie semplificazioni “burocratiche” per l’installazione delle infrastrutture.

  • Almeno 60.000 colonnine (una ogni 1.000 abitanti)
  • Obbligo colonnine in autostrada
  • Semplificazioni e agevolazioni per gli operatori
  • Tariffe per la ricarica pubblica più basse
  • Prezzi chiari al pubblico
  • Limitazioni per lo stallo presso le colonnine
Owner of Nissan Leaf electric car plugging in the charger in Coventry UK

“Sapevate che per installare una sola colonnina per la ricarica della propria auto servono fino a 18 autorizzazioni? Una montagna di carte che molto spesso finivano per vanificare tutto”, commenta il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, sottolineando che grazie al decreto Semplificazioni ci sarà “una sola autorizzazione”.

Il nodo "qualità"

L’intervento, che si accompagna ai nuovi incentivi fino a 10.000 euro per le auto elettriche (qui il listino di tutti i modelli che accedono al bonus), segna un passo avanti molto importante per il settore, ma come detto ci sono aspetti che dovrebbero essere ancora migliorati.

Al netto dei numeri puntuali sul computo totale delle colonnine, per i quali diventerà centrale l’apporto degli enti locali, e degli aspetti tariffari, su cui è richiesto l'intervento di Arera, uno su tutti è relativo alla qualità dell'infrastruttura.

Già, perché nel testo licenziato non si parla mai di specifiche tecniche e quindi di potenza di ricarica. Aspetti dirimenti in particolar modo quando si parla di autostrade. Perché l’obbligo dell’infrastruttura da solo non basta: sulla grande viabilità la ricarica deve essere (almeno) veloce. Per non dire ultra-fast.