La stazione di ricarica di ultima generazione è entrata in funzione in quello che ormai è un "polo d'eccellenza" per la ricarica

Detto, fatto. Quando a inizio luglio abbiamo dato notizia della nuova stazione di ricarica Ionity a Forlì, avevamo segnalato come stesse sorgendo lì vicino anche un nuovo Supercharger Tesla, ipotizzando potesse trattarsi del primo "V3" sul territorio italiano.

E in effetti così è, perché proprio nei giorni scorsi l'infrastruttura è entrata in funzione, confermando la nostra tesi: i caricatori di ultima generazione di Palo Alto sono arrivati ufficialmente anche nel nostro Paese.

Una ricarica intelligente

I nuovi Supercharger V3 hanno un funzionamento evoluto. Ricaricano ad una potenza elevatissima (compresa tra i 240 e i 250 kW) quando la batteria è orientativamente al di sotto del 10-20%. Poi, per preservarne le prestazioni, attraverso il software di gestione diminuiscono gradualmente la potenza per non sforzare più del dovuto il sistema.

Per questo motivo, si scende prima intorno ai 200-220 kW e poi, progressivamente, si passa a 150 kW di potenza, 120 kW e una volta raggiunto circa l'80% di carica si è scivolati più o meno a 60 kW.

Tesla Supercharger

La gestione delle temperature

Tra i punti di forza di Tesla c’è anche quello di essere in grado di preriscaldare la batteria per ottimizzare le prestazioni di ricarica. Una possibilità estesa con l'ultimo aggiornamento OTA anche alle colonnine di altri operatori. Ora quindi le auto possono farlo, serve solo un'intesa con i provider per metterlo in pratica.

Durante la ricarica, inoltre, le Tesla avviano l’impianto di raffreddamento che permette di tenere sotto controllo la temperatura della batteria mentre riceve il pieno d’elettroni.

A proposito di gestione delle temperature: il cavo di ricarica dei Supercharger V3 è decisamente più sottile di quello dei Supercharger “normali”. Perché? Perché è dotato di raffreddamento a liquido, proprio per evitare eccessivi surriscaldamenti a piena potenza.