L’obiettivo a tendere è quello di rendere più semplice la vita agli automobilisti, snellendo le procedure tra gli operatori del settore

Nel “dietro le quinte” della mobilità elettrica si sta consumando una piccola grande rivoluzione, che può avere in prospettiva riflessi molto importanti per il settore.

La piattaforma di roaming Hubject - che conta circa 250.000 punti di ricarica interoperabili e vede tra gli azionisti costruttori come BMW, Mercedes, e Volkswagen - ha infatti selezionato Enel X per abilitare i servizi di regolamento finanziario tra charging point operator (CPO) ed e-mobility service provider (EMP) sulla sua piattaforma eRoaming. Una questione che va ben oltre l’apparente tecnicismo, vediamo il perché.

Il ruolo di CPO e EMP

Intanto una sintetica ma necessaria premessa: chi sono CPO e EMP (che possono anche coincidere)?

  • Il charging point operator, o CPO, è in sostanza l’azienda che installa fisicamente la colonnina, la allaccia alla rete e ne è proprietaria
  • L’e-mobility service provider, o EMP, è invece la società che si interfaccia direttamente con gli automobilisti, gestisce i database dei clienti e si occupa di tutto ciò che riguarda l’uso delle colonnine e i pagamenti

Al centro dell’accordo tra Enel X (attraverso Enel X Financial Services) e Hubject c’è quindi un servizio chiamato “intercharge settlement” basato su una soluzione di pagamento e fatturazione automatizzata, che mira a semplificare i rapporti tra queste due realtà, migliorando la redditività di tutte le imprese partner dell’iniziativa.

Al di là quindi della possibilità di reinvestire le risorse risparmiate, in questo modo il settore sarà sempre più attraente anche per nuovi player, contribuendo a moltiplicare gli sforzi per la mobilità a emissioni zero. Il tutto rafforzando l'eRoaming, elemento fondamentale per la diffusione su larga scala dei veicoli elettrici.

colonnina enel x

Il piano d'azione

Il meccanismo sarà disponibile entro fine anno in tutta l'Eurozona, contribuendo a spingere sempre più verso la semplificazione invocata dagli automobilisti elettrici, stufi di dover fare affidamento su una moltitudine di tessere o app.

La soluzione individuata, spiegano Enel X e Hubject, è il primo servizio di regolamento finanziario B2B end-to-end pienamente integrato all’interno del settore e consente ai CPO di determinare direttamente le tariffe B2B per le procedure di ricarica e di automatizzare la procedura di fatturazione e addebito agli EMP.

La soluzione elimina quindi le attività manuali nei processi di classificazione, fatturazione e pagamento, in cui è facile che vengano commessi errori. In più, si migliorerà la sicurezza dei pagamenti, verrà fornita anche una piattaforma per la risoluzione online delle controversie e strumenti preziosi di analisi dei dati e reporting. 

Volvo XC40 Recharge T5 Plug-in Hybrid

L'importanza dell'eRoaming

Hubject ha sviluppato una piattaforma interoperabile di punti di ricarica che consente di caricare la propria auto elettrica in oltre 250.000 punti di ricarica pubblici in tutto il mondo, senza dover firmare altri contratti oltre a quello con il proprio EMP.

Per consentire al cliente un’esperienza semplificata, un EMP utilizza la piattaforma eRoaming di Hubject per accedere a numerose reti di differenti CPO. Prima dell’accordo annunciato oggi, quando avveniva una sessione di ricarica, l'EMP doveva pagare separatamente il CPO secondo le tariffe dichiarate da quest’ultimo.

Inoltre, ogni operazione bilaterale doveva essere regolata manualmente con frequenza mensile o bimestrale, con un complesso processo di riconciliazione. Insomma, non proprio il massimo per invogliare gli operatori a "fare squadra".

Enel X, dal canto suo, ha già sottolineato a più riprese di considerare l’eRoaming “una componente strutturale” della sua strategia, tesa a dare vita a soluzioni di ricarica per qualunque tipologia di utilizzo accessibili da un unico punto, nello specifico l’app JuicePass, che in futuro includerà l'intera rete Hubject e che si è di recente allargata anche a monopattini in sharing e ricariche "a domicilio" on demand.