La legge di Bilancio si avvicina e si accende subito un botta e risposta tra il ministro dell'Ambiente Costa e l'Unione Petrolifera

Le grandi manovre in vista della prossima legge di Bilancio sono cominciate e si iniziano a ventilare già nuovi interventi per l'auto elettrica. Al di là del rinnovo degli incentivi, circola infatti anche l'ipotesi di una misura che vada a calibrare il valore del bonus tenendo conto del reddito degli acquirenti, tale da far arrivare l'agevolazione addirittura fino ad un massimo di 18.000 euro.

L’iniziativa rientrerebbe nel più ampio piano su cui è al lavoro il ministero dell'Ambiente per guidare la transizione energetica, che fa perno sull'eliminazione dei cosiddetti sussidi ambientalmente dannosi (SAD), intorno a cui si è sollevato immediatamente un polverone di polemiche. Un esempio delle azioni allo studio? L'aumento delle accise sul diesel

Tre fasce di incentivi

Ma vediamo nel dettaglio la questione auto. Secondo quanto ricostruito dal Messaggero, gli incentivi 2021 da 18.000 euro sarebbero destinati ad una prima fascia di automobilisti con Isee al di sotto dei 30.000 euro. Per chi si trova in seconda fascia con Isee compreso tra i 30.000 e i 60.000 euro, il contributo sarà invece dimezzato e arriverà a 9.000 euro. Ci sarà un bonus anche per chi ha un Isee compreso tra i 60.000 e i 100.000 euro (terza fascia), ma non andrà oltre i 3.000 euro.

500e la prima
  • Prima fascia, Isee fino a 30.000 euro: fino a 18.000 euro di incentivi
  • Seconda fascia, Isee tra 30.000 e 60.000 euro: fino a 9.000 euro di incentivi
  • Terza fascia, Isee tra 60.000 e 100.000 euro: fino a 3.000 euro di incentivi

Al vaglio del Ministero dell'Ambiente ci sono però altre condizioni. Per avere accesso al nuovo incentivo, infatti, si dovrà acquistare un’auto elettrica nuova con prezzo inferiore ai 50.000 euro e si dovrà contestualmente rottamare un’auto Euro 0, 1 o 2.

  • Prezzo di vendita inferiore ai 50.000 euro
  • Rottamazione di un'auto Euro 0, 1 o 2

Il nodo dei SAD

L'intervento a sostegno della mobilità green al vaglio del Minambiente potrebbe trovare una fonte di finanziamento proprio nella riduzione dei SAD, anche se non mancheranno le criticità in questo tentativo di travaso. Basti pensare al caso delle accise sul diesel, che potrebbe far salire sulle barricate autotrasportatori e non solo.

La riduzione dei SAD, ha assicurato il ministro Sergio Costa su Radio 24, non dovrà essere considerata come un vero e proprio aumento delle tasse. Viceversa, ha garantito, "è un’iniziativa che si inserisce per compensare un passaggio dal no green al green. La cancellazione dei Sussidi ambientali dannosi è già prevista dall’accordo di Parigi, firmato da 198 Paesi”.

Prezzi benzina, allo studio il taglio delle accise

Il ministro ha anche specificato che questi sussidi, in Italia, ammontano a 19,7 miliardi di euro all’anno e che l’idea è di arrivare a utilizzare questa somma per promuovere iniziative sostenibili verso le stesse categorie che beneficiano già dei SAD, per non danneggiare singoli comparti industriali e per aiutarli nella transizione. Un compito di certo non facile.

L'alt dell'Unione Petrolifera

In questo quadro non si è fatta attendere una risposta dell'Unione Petrolifera. L'associazione ha infatti reso noto subito che “non ritiene condivisibile l’approccio seguito, in quanto né equo né socialmente ed economicamente sostenibile per molti consumatori che subirebbero un ulteriore aumento della fiscalità”. 

L’Unione Petrolifera, che si è confrontata con il ministero dell’Ambiente durante i mesi estivi, ha avanzato alcune controproposte, come quella, ad esempio, di ridurre o eliminare l’accisa sulla componente rinnovabile dei carburanti o di incentivare il rinnovo del parco circolante con veicoli a basse emissioni indipendentemente dalla loro alimentazione. Insomma, la marcia di avvicinamento alla nuova manovra economica si preannuncia già incandescente: vedremo cosa succederà nei prossimi mesi.