La mostruosa Rimac C_Two si appresta a entrare in produzione e spuntano i primi (costosissimi) crash test per l'omologazione

Rimac è una di quelle aziende che crescono in fretta. La Casa croata, fondata poco più di dieci anni fa, si è prima messa in luce con la Concept One, che è arrivata sul mercato nel 2016 attestandosi subito come l'elettrica più veloce in circolazione, poi, nel 2018, ha dato vita ad un secondo modello, presentato come prototipo al Salone di Ginevra.

Oggi l'evoluzione di quel prototipo, che si chiama C_Two, ha avviato una sessione di crash test necessari per valutare la conformità del progetto ai vincoli imposti dai processi di omologazione e avviare così la produzione.

Collaborazioni d'eccezione

La Casa per crescere ha sfruttato diversi fattori e può contare ora la bellezza di 800 dipendenti. Prima di tutto ha avviato partnership d’eccellenza, come quella con Pininfarina, che per la Battista proprio a Rimac si è rivolta per molte componenti.

Poi ha investito su personale qualificato, come dimostra l’arrivo dell’ex vicepresidente di Tesla Chris Porritt, che a luglio si è trasferito da Palo Alto a Zagabria, e può contare anche su testimonial d’eccezione come Nico Rosberg, visto che l’ex campione di Formula 1 a fine agosto ha prenotato il suo esemplare della C_Two, un mostro da 1.914 CV spinto da 4 motori elettrici.

  • Batteria: 120 kWh
  • Autonomia: 647 km (NEDC)
  • Potenza max: 1.914 CV
  • Coppia max: 2.300 Nm
  • Peso: 1.975 kg
  • 0-100: 1”97
  • Velocità max: 415 km/h

Aspettando l'omologazione

Ma veniamo al presente. La Casa aveva previsto di avviare la produzione già dal 2020, ma causa pandemia ha rivisto i piani rimandando al 2021. Prima di commercializzare la sua supercar, però, ha testato la sicurezza passiva con una serie di crash test fisici.

Fotogallery: Rimac C_Two al Salone di Ginevra 2019

Il programma sui crash test è stato avviato parecchio tempo fa. Prima si è concentrato sulle simulazioni al computer e, dallo scorso anno, sulla valutazione reale di singole componenti. Ora è la volta dell’auto nella sua interezza, sparata contro il muro per valutare tenuta della scocca, la dissipazione dell’energia con la deformazione controllata e la tenuta delle singole componenti, che non devono rappresentare un pericolo per gli occupanti.

  • Assorbimento dell’energia dell’urto attraverso la deformazione controllata
  • Funzionamento airbag
  • Comportamento del piantone dello sterzo
  • Comportamento della pedaliera
  • Deformazione dell’abitacolo

11 auto da distruggere

Per effettuare i crash test Rimac ha annunciato che produrrà 13 prototipi e 10 esemplari di preserie. Del totale di 18 vetture 11 saranno distrutte a fini scientifici attraverso urti frontali disassati a 56 km/h e altre simulazioni di incidente che permetteranno di capire se l’auto sarà in grado di superare l’omologazione.

Una volta superati i test, la Rimac C_Two entrerà ufficialmente in produzione su una linea composta da 5 zone di lavorazione principali dedicate al montaggio della scocca e di tutte le componenti ad essa collegate. Le parti accessorie, come powertrain, abitacolo, radiatori e carrozzeria, saranno invece montate in aree separate.