Il caso Volkswagen e il nodo della coperta troppo corta: portare avanti tutti i progetti non sarà così facile

In barba al nome che porta, Volkswagen non è solo “l’auto del popolo”. Basti pensare che la costellazione di marchi del Gruppo include Porsche, Lamborghini, Bugatti e, guardando alle moto, Ducati.

Porsche a parte - visto che la Casa di Zuffenhausen a partire dalla Taycan ha una strategia ben definita in ottica transizione energetica - è proprio sul tema delle auto ad altissime prestazioni che il colosso tedesco si trova di fronte a scelte cruciali, che determineranno i piani futuri in quelle nicchie di mercato.

Il nodo redditività

Tutto nasce dalla necessità di ottenere maggiori economie di scala. Perché? Perché per quanto a Wolfsburg abbiano sostenuto enormi investimenti per lo sviluppo delle auto elettriche (da ultimi i 15 miliardi di euro allocati solo per il mercato cinese), devono continuare a sviluppare anche gli attuali modelli ad alimentazione tradizionale e perché avendo tanti brand faticano a ridurre i costi ai livelli di altri costruttori.

Bugatti Centodieci Feature Image

Insomma, i centri di costo sono tantissimi. Lo dimostra il fatto che per quanto il gruppo Volkswagen nel 2019 abbia venduto più auto di tutti, con 10,96 milioni di totale, Toyota, seconda, con 10,74 milioni di vetture vendute, ha guadagnato di più.

Dati alla mano, inoltre, Volkswagen ha 671.205 dipendenti mentre Toyota “solo” 359.542; Volkswagen ha un capitalizzazione di circa 75 miliardi di dollari mentre Toyota di 187 miliardi (seconda solo a Tesla).

Che futuro per le supersportive?

E qui si torna alla questione iniziale. Come si potrà investire nel migliore dei modi su brand storici Lamborghini o Bugatti, che nel 2019 hanno venduto rispettivamente 4.554 e 82 vetture? Come si può conciliare l'elettrificazione con Case di questo tipo? Esperimenti in questo senso non mancano - si veda ad esempio la Lamborghini Sian - ma quanto saranno redditizi?

Lamborghini Sian

Sono tutte domande a cui - come riferisce una fonte aziendale alla Reuters - il board cercherà risposte a novembre, quando i “grandi capi” si siederanno intorno a un tavolo per tracciare la rotta che il gruppo dovrà seguire nei prossimi anni. Rotta che dovrebbe portare Volkswagen ad una capitalizzazione di 200 miliardi di dollari entro il 2025, almeno stando agli obiettivi dichiarati da Herbert Diess.

La carta tecnologica

C’è un altro nodo da sciogliere per garantire un futuro radioso a marchi come Lamborghini e Bugatti. È quello inerente lo sviluppo di nuove tecnologie.

Per quanto Volkswagen sia tra le Case trainanti della mobilità a zero emissioni, ha importanti margini di crescita su tutto ciò che riguarda connettività e - con prospettive più lunghe - guida autonoma. Settori che potranno contribuire a un'immagine di avanguardia tecnologica in grado di dare sempre più lustro a tutto il gruppo. 

Bugatti Vision Le Mans concept

I vertici aziendali hanno già detto che incrementeranno gli investimenti anche per accrescere le proprie competenze proprio in quei campi. Ma da qualche parte si dovrà pur ridurre.

Per tutti gli appassionati di auto l'augurio è che Lamborghini e Bugatti (proprio di recente avvicinata a Rimac) continuino a far sognare, riuscendo a conciliare il blasone del marchio con un mondo sempre più elettrificato.