Un produttore di banconote ha creato dei fogli in grado di migliorare drasticamente l'efficienza del riscaldamento: percorrenza +6%

L’efficienza è, per chi progetta auto elettriche, un’ossessione. Ogni aspetto è fondamentale per l’ottimizzazione dei consumi energetici e ogni cosa può contribuire a risparmiare qualche elettrone. Il tutto, chiaramente, allo scopo di percorrere più km possibili senza dover ricaricare la batteria.

Di recente, con la nuova BMW iX, abbiamo potuto osservare una serie di interessanti novità tecniche sotto il profilo aerodinamico, propulsivo e della gestione del calore. E proprio riguardo quest’ultimo aspetto arriva ora una scoperta molto curiosa annunciata da IAV and Louisenthal, non esattamente un'azienda dedicata all'automotive...

Dalla carta all'automotive

IAV and Louisenthal si occupa principalmente della produzione di carta per banconote. Sono oltre 100 le banche centrali che si rivolgono all’azienda tedesca per acquistare la speciale carta su cui stampare moneta. Ma la divisione “Industrial Applications” del colosso dell'industria cartaria ha studiato uno speciale materiale, sempre in fogli, che permette di rivestire l’abitacolo di un’auto elettrica per rendere l’impianto di riscaldamento molto più efficiente.

IAV and Louisenthal: rivestimenti per scaldare l'abitacolo

Nello specifico, questi fogli garantiscono un riscaldamento più rapido e un mantenimento della temperatura più duraturo. Inoltre, sono facili da produrre e hanno costi relativamente bassi, tali secondo l'azienda da giustificarne tranquillamente l’adozione in rapporto ai benefici offerti.

Autonomia migliorata del 6%

Piazzati all’interno delle portiere, sulla plancia, sul tetto e sul tunnel centrale, sono attraversati da un materiale conduttore che li scalda. Essendo trasparenti, possono essere usati anche come rivestimenti a vista, magari combinati con il sistema di illuminazione interna dell’auto.

A prescindere da come saranno montati nello specifico, in generale garantiscono un concreto risparmio di energia rispetto ad un sistema di riscaldamento tradizionale con le bocchette dell’aria. Dai primi test svolti si è arrivati a calcolare questo risparmio in un buon 20%. Il che significa che nei mesi invernali, di fronte a temperature particolarmente rigide, si potrebbe arrivare a guadagnare anche il 6% di autonomia.

L'autonomia elettrica nelle ibride

La cosa bella di questa nuova soluzione è che non deve per forza sostituirsi a qualcosa di già esistente. L’adozione di pompe di calore (che Tesla ad esempio ha iniziato ad offrire anche sulla Model 3 dopo la Model Y) o di meccanismi in grado di sfruttare il calore dalle batterie per il benessere degli occupanti resterebbe assolutamente possibile. Ma qui si avrebbe un’interessante opportunità in più.