La norma è stata inserita nel nuovo Regolamento per la qualità dell’aria: entro il 2023 tutti i distributori saranno anche elettrici

È Milano la prima città d’Italia a obbligare i distributori di carburante a installare le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

La misura è stata inserita nel Regolamento per la qualità dell’aria approvato ieri dal Consiglio comunale meneghino, che definisce priorità e scadenze di una serie di azioni tese a risolvere uno dei grandi problemi della metropoli, finita già sotto il faro dell'Europa per le concentrazioni di inquinanti in atmosfera. Ma vediamo meglio come funzionerà questo obbligo.

Obiettivo 2023

In base al testo, tutti i punti vendita carburanti esistenti dovranno presentare entro il 1° gennaio 2022 il progetto per la posa dell’infrastruttura, che dovrà essere necessariamente essere installata entro i 12 mesi successivi all’invio del progetto stesso.

[copertina] Accise benzina e Salvini

In caso di impossibilità tecnica, fanno sapere dal Consiglio, il punto di ricarica dovrà essere realizzato in un'area pubblica diversa dal sedime del distributore entro il 1° gennaio 2023.

Proprio nelle scorse settimane, lo ricordiamo, è stata la stessa Assopetroli ad aprire ufficialmente all’elettrificazione dei benzinai. Ad affermarlo era stato Sebastiano Gallitelli, il segretario generale dell’associazione che riunisce gli operatori indipendenti della rete carburanti. Non le grandi compagnie quindi - di cui possono talvolta esporre il marchio - ma i “retisti”, titolari del 50% delle stazioni di servizio italiane (circa 11.500).

Sigarette e gasolio nel mirino

La misura rientra naturalmente in un più ampio spettro di azioni volte al miglioramento della qualità dell’aria in città, che includono tra le altre cose lo stop nel 2021 alle sigarette all’aperto se non “in luoghi isolati”, e il divieto di installare nuovi impianti a gasolio e biomassa per il riscaldamento degli edifici.

Dal 1° ottobre 2022, inoltre, sarà vietato utilizzare gasolio anche negli impianti di riscaldamento già esistenti e in caso di impossibilità tecnica a rinnovare l'impianto sarà necessario presentare una relazione tecnica che ne dimostri l'impedimento.

La situazione in Italia