In un solo anno i punti di ricarica sono raddoppiati da 9.000 a 18.000: la strada giusta è questa. E in Italia?

Solo ieri si citava l’importanza dell’infrastruttura di ricarica pubblica per l’auto elettrica e il boom delle colonnine a livello globale. Oggi in aggiunta arriva la notizia che in Gran Bretagna i punti di ricarica sono ormai il doppio rispetto ai distributori tradizionali.

Il primo sorpasso si era registrato lo scorso agosto, ma ora si parla addirittura di un rapporto di 2 a 1 tra colonnine e pompe di benzina.

Governo attento alla eMobility

È da un paio d'anni del resto che il Governo inglese spinge con forza sulla mobilità sostenibile. Lo dimostrano gli incentivi per i taxi elettrici di Londra stanziati nel 2019 o la legge che oltre a vietare la vendita di auto con motore a scoppio nel 2040 obbliga anche all’installazione di colonnine nelle nuove abitazioni, giusto per citare qualche iniziativa.

Sulla scia di questi provvedimenti, i sudditi della Regina Elisabetta hanno visto crescere molto rapidamente il numero di colonnine pubbliche, vedendo l’arrivo anche delle prime (e non poche) Ionity superfast in autostrada.

New IONITY fast chargers

Raddoppio in un anno

La scorsa estate i punti di ricarica pubblica in UK erano circa 9.000. In un censimento del primo aprile 2020 sono praticamente raddoppiati, fermandosi appena sotto quota 18.000. E c'è anche chi proprio nel Regno Unito ha lanciato i primi "benzinai senza benzina" (che forse avrebbero semplificato la vita a questi maldestri ladri di auto elettriche).

I distributori di benzina, invece, superano di poco quota 8.000, per una delle reti carburanti più snelle del Vecchio Continente. L'esatto opposto di quella italiana, che nonostante anni e anni di proclami - e complice per certi versi anche l'illegalità che ha penetrato il comparto - continua ad essere ben lungi da una razionalizzazione, con i suoi circa 22.000 impianti.