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Tesla apre a terzi l’uso dei Supercharger, ma la questione è complessa
Elon Musk svela un primo accordo con un piccolo costruttore (forse Aptera). Caso isolato o l’alba di una nuova strategia a Palo Alto?

Pietro Cardone 
Di: Pietro Cardone
21 dic 2020 alle 19:42
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Sulla questione si dibatte da tempo: se la carenza di punti di ricarica è considerata una delle maggiori criticità per la diffusione delle auto elettriche, perché le Case non si adoperano per inserire i Tesla Supercharger nella loro offerta? Cioè, perché una rete che ad oggi conta 20.000 punti di ricarica nel mondo non è presa in considerazione dagli altri costruttori?
La domanda questa volta è posta da Marques Brownlee, noto youtuber tech americano con una passione per le auto di Elon Musk, al cui lo stesso numero uno di Tesla ha fornito una risposta che forse nessuno si sarebbe aspettato.
Questione spinosa
Sono anni che teoricamente Tesla mette a disposizione i propri Supercharger anche per altre Case, ma nessuno sembra aver mai preso in considerazione l’offerta. Forse, come ipotizza Brownlee, per dei costi nascosti o per "orgoglio". Di certo non per una incompatibilità tecnologica, visto che è sempre stato dichiarato il contrario.
La questione però è un po' più complessa: da una parte forse è vero che altri costruttori vivrebbero come una mezza sconfitta dover ricorrere ai Supercharger. Dall'altra, seppure in Cina ci siano state delle aperture importanti, lo stesso Elon Musk potrebbe però in realtà non essere così entusiasta di concedere a tutti l'accesso alla propria infrastruttura, parte integrante della cosiddetta "esperienza Tesla". E di certo non farebbe beneficienza.
Sia quel che sia, fino ad oggi nessuno si è fatto avanti ufficialmente con Tesla e Tesla non ha corteggiato nessuno. Però Elon Musk, in risposta a Brownlee, ha detto in realtà che un accordo c’è con un altro brand. Chi sia il marchio è ancora un segreto, ma si pensa che possa essere Aptera, perché in un video della strana berlina a pannelli solari si intravedeva proprio una colonnina Tesla.
Si parte dai piccoli?
Proprio una startup come Aptera potrebbe rappresentare l’apripista ideale di questa pratica, visto che essendo ancora piccola, potrebbe sfruttare una capillare rete di ricarica per godere dei vantaggi di un’infrastruttura già solida, senza entrare realmente in competizione con Musk e soci.
Questo negli Stati Uniti, ma anche in Europa. Vista l’adozione dello standard CCS (che ha visto il "bug", più o meno voluto, sulla ricarica gratuita aperta a tutti), non sarebbe difficile trovare partner con cui avviare collaborazioni analoghe. A seguire, quando Case più grandi avranno un gran numero di elettriche per le strade, potrebbe essere utile anche a loro fruire dei Supercharger, ma per ora è presto per dire se e quando succederà.
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