L’idrogeno è davvero il nemico dell’auto elettrica?
Agli Electric Days abbiamo chiesto a Fabio Orecchini, direttore centro di Ricerca sull’auto, cosa c’è dietro questo dualismo
L’idrogeno è tornato prepotentemente a far parlare di sé. Al punto da essere finito addirittura nei giorni scorsi sul tavolo delle consultazioni del presidente incaricato Mario Draghi, nelle linee programmatiche illustrate dal Partito Democratico. Ma quale sarà davvero il ruolo dell’idrogeno nella decarbonizzazione? E con quali orizzonti temporali?
Ne abbiamo parlato agli Electric Days Digital con il professor Fabio Orecchini, direttore del CARe, il Centro di Ricerca sull'auto e la sua evoluzione, giornalista e divulgatore scientifico attraverso il sito fabioorecchini.it.
Ritorno di fiamma
Tanti i temi al centro di questa chiacchierata, dalle ragioni per cui l’idrogeno è tornato sulla bocca di tutti alle prospettive di questa industria, passando per i motivi dietro le aspre contrapposizioni che solleva questo tema. Sarà sempre così oppure elettrico a batteria e idrogeno potranno trovare una loro complementarietà?
Presente e futuro
Nel corso dell’intervista Orecchini traccia lo stato dell’arte del settore e fa chiarezza su quali potrebbero essere i futuri sviluppi per l’industria dell’idrogeno, offrendo una panoramica anche di quello che sta succedendo in giro per il mondo. Con un focus particolare su Giappone e Corea del Sud, che su questa tecnologia puntano con una forza sempre maggiore.
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