Italvolt ha scelto un ex-complesso Olivetti vicino a Ivrea: investimento di 4 miliardi e fino a 15.000 lavoratori, si parte nel 2024

Neanche il tempo di chiedersi dove sarebbe potuta sorgere la Gigafactory di Italvolt che l’azienda svela il mistero. Si farà a Scarmagno, vicino a Ivrea, in provincia di Torino. E si farà in una sede prestigiosa, l’ex area Olivetti che quindi, chiudendo metaforicamente un cerchio, torna a diventare un’eccellenza tecnologica a livello internazionale. Ma ora si parla di batterie made in Italy.

L’impianto, realizzato con un investimento di 4 miliardi, sarà completato nella primavera del 2024. Sorgerà su un terreno di proprietà del Fondo Monteverdi gestito da Prelios SGR. È stato scelto da Italvolt per le sue caratteristiche tecniche e per la sua collocazione geografica particolarmente favorevoli.

Posizione strategica

Il sito si estende su un’area di circa 1 milione di metri quadri attualmente dismessa. Fu scelta già ai tempi della Olivetti dagli architetti Marco Zanuso ed Eduardo Vittoria per la facilità dei collegamenti stradali, autostradali e ferroviari, sia con Ivrea sia con la città di Torino.

Italvolt Gigafactory

Sorge nelle vicinanze dell’Autostrada Torino-Aosta che collega il Piemonte alla Francia ed è a poca distanza dalla A4 Torino-Venezia, che attraversa tutta la Pianura Padana.

Altro fattore che rende l’area di Scarmagno ideale ad ospitare il progetto di Italvolt è il suo forte legame con il tessuto produttivo del Piemonte, che resta la prima Regione in Italia per quanto riguarda la produzione industriale automotive.

15.000 lavoratori

La nuova Gigafactory di Italvolt, che si estenderà su un’area di 300.000 metri quadri e avrà una capacità produttiva iniziale di 45 GWh, arriverà con il tempo a 70 GWh, attestandosi come la fabbrica di batterie più grande d’Europa e come la 12esima a livello mondiale.

Si stima che nell’impianto verranno impiegati circa 4.000 lavoratori, ma considerando anche l’indotto la Gigafactory di Italvolt porterà nella zona fino a 15.000 nuovi posti di lavoro.

Volkswagen: il progetto pilota per il riciclo delle batterie

Il ruolo della Regione

La scelta della sede è stata influenzata anche dal contributo degli enti locali, come spiega il fondatore di Italvolt Lars Carlstrom: "Il sostegno della Regione Piemonte, delle amministrazioni locali e delle associazioni di categoria è stato oltre le nostre aspettative – dichiarato - L’intensa e proficua collaborazione degli ultimi otto mesi è stata determinante per la nostra decisione”.

Carlstrom si dice particolarmente soddisfatto per aver trovato a Scarmagno una solida tradizione industriale e un know-how tecnologico altamente specializzato proprio nell’industria automobilistica.