Uno studio di Accenture mette in luce opportunità e criticità della eMobility: il trend è inarrestabile, ma le sfide non mancano

I numeri delle auto elettriche stanno crescendo. A febbraio in Europa si è segnato un nuovo record, con le auto a zero emissioni e le ibride plug-in che, insieme, hanno raggiunto una quota di mercato pari al 13,6% del totale. A questi ritmi, secondo un recente studio realizzato da Accenture dal titolo “The Electric Vehicle”, le auto elettriche in circolazione a livello mondiale arriveranno ad essere 10 milioni entro la fine dell'anno.

Si tratta di una cifra considerevole. Pari a circa quante auto vende complessivamente Volkswagen in un anno, giusto per dare un termine di paragone. Il risultato assume oltretutto ancor più valore per il fatto che arriva in un momento di forte contrazione generale del mercato automobilistico, che nel suo complesso come sappiamo sta accusando i pesanti riflessi della pandemia.

Ripensare il sistema automobile

Nello studio di Accenture si parte dal dato di mercato per arrivare a una conclusione più ampia: l’auto elettrica, e più in generale la mobilità ecosostenibile, stanno spingendo le Case non solo a progettare nuovi modelli a basso impatto ambientale, ma a ripensare dal basso l'intero modo di fare industria. Quattro sono le direttrici in cui si devono investire maggiormente per restare al passo con i tempi:

  • Veicoli elettrificati: perché rispondono alle nuove esigenze dei clienti, soprattutto degli automobilisti più giovani, con una coscienza green più radicata.
  • Nuove forme di mobilità: perché si devono trovare soluzioni alternative di mobilità per quelle crescenti fasce di popolazione, soprattutto quelle che vivono in grandi aree urbane, per le quali l’auto di proprietà non sempre è la scelta ideale.
  • Economia circolare: perché il contenimento delle emissioni non passa solo per le auto elettriche ma per filiere produttive in grado di gestire meglio le risorse riducendo gli sprechi ad ogni passaggio.
  • Tecnologia: perché l’auto sarà sempre meno un oggetto di sola meccanica e sempre più un prodotto contenente servizi digitali. I veicoli saranno sempre più connessi e autonomi, oltre che elettrificati. Se entro il 2030 il 30% delle auto in circolazione sarà elettrico, già dal 2025 in avanti tutte le auto nuove saranno connesse.
Volkswagen: il progetto pilota per il riciclo delle batterie

L'elettrico porta con sé innegabili vantaggi a livello di contenimento delle emissioni, ma ha costretto le Case a spingere verso il cambiamento. Soprattutto in Europa, dove vigono le norme antinquinamento più severe, si calcola che nel 2019 siano stati spesi 60 miliardi di euro per la produzione di auto elettriche e batterie. Si tratta di una cifra pari a 3 volte e mezzo quella stanziata dalla Cina per lo stesso motivo.

Le tre sfide delle Case

Gli investimenti sono necessari. Le Case devono far fronte a quella che senza dubbio è la più radicale rivoluzione della storia dell’automobile, spinti da vari fattori, come .

  • Profittabilità
  • Usabilità
  • Sostenibilità

Soltanto se le auto elettriche saranno sostenibili da un punto di vista economico potranno prendere effettivamente piede. Se saranno troppo costose per i clienti non troveranno domanda e se saranno poco convenienti per le Case non potranno essere prodotte in massa. Non solo, le auto elettriche dovranno rispondere ai bisogni di mobilità degli automobilisti, altrimenti saranno scartate. E dovranno infine essere davvero green, non solo per quanto riguarda la fase di utilizzo, ma nel loro intero ciclo di vita.

2020 Lexus UX 300e ricarica

Il ruolo chiave delle batterie

Nella transizione energetica le batterie avranno un ruolo chiave. Fin qui, niente di nuovo, ma è interessante l’analisi dei numerosissimi aspetti che andranno a influenzare.

  • Costi: una batteria al momento pesa sul costo di produzione di un’auto per il 35%, in futuro questa percentuale è destinata a scendere
  • Prestazioni: le nuove celle imporranno nuovi standard in termini di autonomia e velocità di ricarica, permettendo alle Case di adottare pacchi più piccoli e leggeri o, al contrario, di incrementare le performance rispetto ai veicoli attuali.
  • Gestione della rete elettrica: grazie al Vehicle to Grid, le automobili avranno ricarica bidirezionale, saranno in grado di rilasciare energia all’esterno per una miglior gestione dei consumi energetici generali.
  • Nuove filiere produttive: l’arrivo di nuovi materiali e nuove tecnologie porterà cambiamenti anche radicali nelle filiere, relegando a ruoli marginali alcuni settori attualmente in auge e facendo fiorire nuove opportunità.
  • Infrastruttura di ricarica: con la diffusione delle auto elettriche non solo crescerà la rete di colonnine, ma si instaurerà un processo che porterà alcune aziende (compagnie petrolifere in primis) a cambiare modello di business e a rivedere la propria attività.
  • Seconda vita e riciclo: la realizzazione di sistemi di stoccaggio di energia e nuove tecniche di smaltimento e riciclo porteranno nuove opportunità a diversi livelli.