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Cingolani incontra Greenpeace: sul tavolo auto elettrica e rinnovabili
L'associazione presenta al ministro una serie di richieste per implementare il Pnrr, partendo dalla eMobility: "Riunione costruttiva"

Riccardo Ciriaco 
Di: Riccardo Ciriaco
7 apr 2021 alle 19:15
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La sostenibilità in tutte le sue forme è sempre al centro dell’agenda di Governo, impegnato nella revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per distribuire le risorse del Recovery Fund.
Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha incontrato anche Greenpeace Italia per discutere alcuni aspetti che riguardano il testo, attualmente in fase di profonda revisione.
L’associazione ambientalista ha portato sul tavolo un documento di 10 punti in cui il trasporto elettrico e le fonti rinnovabili hanno un ruolo decisivo.
Elettrificare è la priorità
Proprio gli interventi sulla mobilità alternativa sono in cima alla lista delle cose da fare secondo Greenpeace. La parola chiave è elettrificare. Dev’essere questa l'arma in mano all’Esecutivo per stimolare la domanda di auto a batteria, come è stato già fatto notare allo stesso Cingolani.
Greenpeace ha chiesto perciò di fissare obiettivi più ambiziosi rispetto al Piano nazionale energia e clima (Pniec), che già ora punta ad aumentare progressivamente le immatricolazioni di vetture elettriche, per arrivare nel 2030 ad avere sulle strade italiane 4 milioni di full electric. Sommate alle ibride plug in, sarebbero 6 milioni di auto "alla spina".
L’elettrificazione sarebbe il primo passo per "promuovere un cambiamento sistemico nelle città", come si legge in una nota dell'associazione. Sempre dal lato della mobilità, Greenpeace chiede investimenti sui trasporti a rotaie, sia locali che regionali.

Capitolo rinnovabili
Sul fronte delle rinnovabili, Greenpeace punta il dito contro la burocrazia, colpevole di rallentare lo sviluppo del settore. La "velocità di espansione deve crescere di cinque-sei volte", si legge.
Come? La parola magica questa volta è semplificazione, da applicare al rifacimento degli impianti solari ed eolici a fine vita e alla costruzione di quelli nuovi, possibilmente più grandi. Un tema particolarmente caro al ministro Cingolani, che sin dal suo insediamento ha promesso di liberare lo sviluppo delle rinnovabili dalle grinfie dell'eccessiva burocrazia.
"Un incontro costruttivo"
"Serve un Piano energetico che ci porti fuori dalla crisi climatica grazie alle fonti rinnovabili, non uno che ci mantenga incatenati per decenni alle fonti fossili", ha spiegato a valle dell'incontro Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia.
"Abbiamo poi concordato col ministro sull’urgenza di un processo autorizzativo serio, ma che non blocchi per anni i progetti rinnovabili come succede ora. Ringraziamo Cingolani per l’incontro molto aperto e costruttivo".
E se la chiacchierata è stata davvero positiva, forse la nuova versione del PNRR sarà più attenta alle auto elettriche dopo la delusione della prima stesura.
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