Il M5S pungola il Governo sull’auto elettrica: “Dobbiamo fare di più”
I deputati Chiazzese e Sut incalzano il ministro Cingolani sulle linee programmatiche: “Accelerare sulle infrastrutture di ricarica”
Bene, ma si può fare di più. Può essere sintetizzato così il primo commento ufficiale all’interno della maggioranza - targato M5S - sulle linee guida del ministero della Transizione ecologica (anche) in materia di mobilità, illustrate oggi alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive di Camera e Senato.
“È molto importante che il ministro Roberto Cingolani abbia fatto riferimento alla necessità di accelerare nella diffusione capillare della rete di ricarica”, affermano i deputati grillini Giuseppe Chiazzese e Luca Sut, chiedendo però senza mezzi termini un maggiore sforzo al Governo in questa direzione.
L’ambizione del Pnrr
“Servono obiettivi più ambiziosi di quelli contenuti nei documenti relativi al Piano nazionale di ripresa e resilienza”, insistono i pentastellati, rivendicando che “fin dall’inizio della legislatura, il Movimento 5 Stelle ha già prodotto importanti risultati in questa direzione, sia incentivando l’installazione a uso privato sia obbligando i concessionari ad accelerare nell’installazione di punti di ricarica lungo la rete autostradale”.
Sotto il faro quindi, manco a dirlo, è tornato il Pnrr, i cui contenuti finora hanno tradito quelle che erano le attese (e le richieste) del mondo della e-mobility.
Un obiettivo lontanissimo
Secondo Chiazzese e Sut bisogna “sciogliere la contraddizione tra un Pnire (Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica) con obiettivi molto sfidanti”, 200mila punti di ricarica pubblici e 3,3 milioni privati, “e un Pnrr molto meno ambizioso”.
“Ancor più”, concludono i deputati M5S, “in considerazione della necessità, evidenziata anche dal ministro, di potenziare gli obiettivi del Pniec, il Piano nazionale per l’energia e il clima”. Piano che, vale ricordarlo, mira a raggiungere in Italia 4 milioni di auto elettriche circolanti al 2030 e 2 milioni di plug-in. Un obiettivo che ad oggi, dati alla mano, sembra ancora lontanissimo, nonostante la straordinaria effervescenza del mercato a batteria.
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