Il motorsport è un laboratorio sempre più importante per la mobilità elettrica, per le auto ma anche per le infrastrutture di ricarica

Le corse automobilistiche hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella ricerca e nella messa a punto di nuove soluzioni meccaniche e tecnologie che, in molti casi, sono poi adottate sulle vetture di serie.

Nel caso del motorsport elettrico, oltretutto, il trasferimento di conoscenza ha un valore ancora maggiore trattandosi di un modo in vorticosa evoluzione, in cui i progressi non riguardano solo le auto, ma anche tutto l'ecosistema che gli ruota intorno. 

Alla ricerca dell’efficienza

Nissan ha confermato il proprio impegno nella Formula E per tutto il periodo in cui correranno le monoposto Gen3, di nuova generazione appunto, che saranno utilizzate dal 2022 al 2027. L’impegno a lungo termine della Casa nipponica non è fine a sé stesso e come hanno voluto sottolineare va ben oltre i motivi promozionali. Attraverso la serie Nissan vuole sviluppare competenze su due aree strategiche della mobilità a zero emissioni, l’efficienza e i sistemi di Energy management. Due aspetti che hanno importanza primaria anche tra le elettriche stradali.

Correre in Formula E, quindi, dà la possibilità a Nissan di acquisire un know how che potrà essere sfruttato anche sui futuri modelli stradali. Dalla Formula E non arriveranno motori, batterie o altri componenti, visto che ogni aspetto delle monoposto è stato progettato per un uso sportivo, ma permetterà di consolidare un pacchetto di competenze utilissime nel progettare auto di produzione sempre migliori.

Il trasbordo del know how

La digital simulation, gli studi su impianti elettrici e software sono tutti aspetti che grazie alla Formula E evolveranno più velocemente. È un po’ quello che accade in Formula 1. I motori termici stradali hanno un’efficienza del 35-40%, quelli di Formula 1, che sono il top, arrivano a percentuali intorno al 50%, mentre tutto il resto è calore e rumore.

Tommaso Volpe, a capo del reparto sportivo di Nissan, spiega: "In una monoposto di Formula E l’efficienza è molto vicina al 100%, siamo sopra il 95%, giusto per dare un riferimento. Sulle auto elettriche stradali non si è ancora arrivati a certi livelli, per quanto anche su quelle l’efficienza sia molto alta. Ma colmare il gap, lavorando su diversi aspetti, garantirà maggiore efficienza e, in ultima analisi, maggiore autonomia". Ecco perché Nissan corre in Formula E.

NIssan Formula E

I vantaggi per la ricarica

Anche Enel X vuole fare leva sul motorsport a batteria per continuare ad accelerare sulla ricerca. “Per noi è essenziale - ha spiegato Francesco Venturini, Ceo di Enel X, lanciando la tappa romana della Formula E – per questo siamo partner anche di Moto E e dell’ETCR. La Formula E è una palestra eccezionale per capire cosa faranno i costruttori sulle auto stradali tra 3, 4 o 5 anni”.

Venturini ha poi messo l’accento sul fatto che tutto il circus si sta rendendo sempre più sostenibile. “La tecnologia e la sostenibilità sono un faro a cui ci rivolgiamo – ha aggiunto – e poi c’è la sicurezza. Potenze e voltaggi sono sempre più alti e il livello di preparazione del campionato di 5 o 6 anni fa non è paragonabile a quello di oggi”. Insomma, lavorare nelle competizioni elettriche, anche in questo caso, velocizza lo studio di soluzioni all'avanguardia.

Vallelunga, con Enel X diventa Smart Racing Circuit

Dal gasolio all’idrogeno

In passato la presenza di generatori di energia alimentati a gasolio scatenò un’accesa polemica intorno alla Formula E. Ma i progressi compiuti anche in questo campo sono evidenti.

“Oggi siamo passati a generatori alimentati a biocarburanti – ha spiegato il fondatore e numero uno di Formula E, Alejandro Agag – ma in futuro utilizzeremo l’idrogeno green, in modo da essere a zero emissioni anche sotto questo punto di vista”. Un progetto su cui sta lavorando anche la stessa Enel X, che a Vallelunga ha già avviato la sperimentazione di caricatori compatibili con generatori di questo tipo.

Una tecnologia che permetterà in futuro di portare stazioni ad alta potenza anche in luoghi sperduti senza impattare sull’ambiente. Potrebbe accadere ad esempio nel campionato di Extreme E, che ha appena esordito, o magari in contesti meno "estremi" ma analogamente impossibilitati a sfruttare allacci sufficienti alla rete per avere ricariche ultra veloci. Quando la ricerca progredisce, l'unico limite diventa la fantasia.