Due schermi, massima interazione con i passeggeri, personalizzazione di ogni funzione in base alle esigenze. E poi c'è Amazon Alexa

Nel presentare la Air, Lucid ha realizzato numerosi focus per porre l’accento sulle caratteristiche del primo modello della sua giovane storia. Aerodinamica, prestazioni, guida autonoma… Ora, con la berlina elettrica che si avvicina alla produzione, la Casa di Newark (California), ci tiene a mostrare quanto è riuscita a fare in tema di user experience.

Da un po' si sapeva che la Casa avrebbe realizzato una presentazione approfondita del proprio sistema di infotainment e oggi, finalmente, possiamo vederlo all'azione, sebbene a distanza. Tutte le tecnologie si raccolgono sotto il cappello della Lucid User Experience e, per dirla in parole povere, riguarda tutto quello che ha a che fare con l’interazione tra il conducente (e i passeggeri) e l’auto. Come ormai prassi, le interfacce principali sono rappresentate da due monitor presenti dietro al volante (Glass Cockpit) e al centro della plancia (Pilot Panel).

Strumentazione digitale in tre parti

Il primo, semplificando, accoglie tutta la strumentazione digitale, il secondo l’interfaccia con il sistema di intrattenimento. Il Glass Cockpit ha diagonale di 34” ed è diviso in tre sezioni principali. A sinistra ha i controlli dell’auto: luci, tergicristalli, sbrinamento e spannamento. Non è ancora chiaro se potranno essere gestiti da dei tasti fisici o da semplici comandi vocali.

Di certo in Lucid avranno tenuto conto del fatto che certe operazioni sono più rischiose di altre, come dimostra il fatto che un conducente Tesla sia stato multato in Germania lo scorso luglio dopo essersi schiantato a causa del fatto che fosse distratto nel regolare la velocità dei tergicristalli dal monitor centrale. Ma andiamo oltre.

Scopri la Lucid User Experience in tutti i suoi dettagli

Sulla parte destra del Glass Cockpit il conducente trova tutti i comandi inerenti navigazione, media e comunicazione. Questa parte di informazioni può essere gestita anche dal conducente anteriore e, a richiesta, può anche essere “esplosa” sullo schermo centrale (il Pilot Panel) per essere letta più chiaramente. Nella parte centrale, infine, si trova la classica strumentazione, con il tachimetro, lo stato di carica della batteria, l’autonomia e così via.

Trasformazione per la guida autonoma

Quando si inserisce il DreamDrive, che altro non è se non l’autopilot di Lucid Motors, che garantisce una guida autonoma di Livello 2, il Glass Cockpit si trasforma e mostra tutti i veicoli e gli oggetti intorno all’auto.

Lo fa proprio utilizzando la parte centrale, che cambia completamente aspetto per far vedere al conducente in modo chiaro quello che accade nei dintorni del veicolo. Che tra l’altro, proprio per la massima assistenza alla guida sfrutta 32 sensori tra telecamere, infrarossi e il primo Lidar ad alta risoluzione applicato ad un’auto elettrica (a meno che non lo sia anche quello della Xpeng P5, ma non se ne ha certezza).

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Assistenza by Amazon

Veniamo ora al Pilot Panel. Questo ha il compito di visualizzare e gestire tutta una serie di parametri “secondari”. Integra i comandi della climatizzazione (che però ha anche una pulsantiera fisica dedicata), le varie funzioni per le regolazioni dei sedili e può controllare naturalmente anche ogni tipo di contenuto multimediale, oltre che comandare il navigatore satellitare e la connessione con lo smartphone.

Il sistema di infotainment Lucid User Experience si basa sull’assistente vocale di Amazon Alexa e offre la connessione Apple CarPlay wireless e quella Android Auto (che però forse wireless non è). Dotato di quattro modalità di interazione con le persone a bordo – Parla, Ascolta, Guarda e Tocca – è aggiornabile over the air (campo in cui Tesla ha ancora molto da insegnare). E non potrebbe essere diversamente.   

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