La Casa conferma che il modello, del tutto inedito, debutterà entro la fine del decennio: "Rispecchierà in pieno i valori del marchio"

Rolls Royce conferma di essere pronta a presentare la sua prima auto elettrica. Sarà un modello inedito e si chiamerà Silent Shadow, un nome che rimanda sia alla tradizione del brand, specialmente alla Silver Shadow prodotta dal 1965 al 1980, sia al concetto di vettura a batteria, che per definizione, è appunto silenziosa. 

L’auto, il cui nome è stato depositato lo scorso anno da BMW presso l’ufficio tedesco marchi e brevetti, stando a quanto riportato da Bloomberg, entrerà in commercio entro la fine del decennio. Torsten Mueller-Oetvoes, CEO del brand, non ha però voluto fornire dettagli più precisi sulla data d’uscita. “È ancora un segreto - ha detto - ma è già deciso che sarà un modello a se stante, completamente inedito”.

Tutti verso l'elettrico

Non è detto che le zero emissioni siano una forzatura per il marchio di Goodwood, anzi. “L’elettrificazione si sposa benissimo con Rolls Royce - ha detto ancora Mueller-Oetvoes - non siamo diventati famosi per il rombo dei nostri motori, e questo per noi è un grande vantaggio”.

Il mercato sta cambiando, e dopo i generalisti anche le Case che operano in particolari nicchie di mercato si stanno attrezzando per affrontare la necessaria transizione ecologica. Gli esempi sono molti: Ferrari, giusto per citare uno dei brand che più di recente ha dichiarato di avere in programma un nuovo modello a zero emissioni, o Bentley (marchio che ha più punti di contatto con Rolls Royce), che dal 2030 darà l’addio ai motori termici

Un futuro roseo

In generale, Rolls-Royce sta vivendo un buon momento: è stato uno dei marchi a sentire meno l’effetto negativo del Covid. A fronte della generale contrazione del mercato - eccezion fatta per le elettriche - la Casa inglese ha fatto registrare buoni numeri e ha già venduto un numero tale di auto da coprire tutta la produzione 2021.

“Molti dei nostri clienti si sono resi conto che la vita non è eterna - ha spiegato Mueller-Oetvoes - e di fronte alla pandemia hanno reagito concedendosi un regalo che magari rimandavano da un po’ di tempo”.