La Ferrari elettrica arriva entro il 2030: John Elkann cala l’asso
Il presidente e a.d. della Casa dà l'annuncio che tutti aspettavano: una sportiva del Cavallino a zero emissioni entro la fine del decennio
“Nel corso del decennio appena iniziato vedremo una Ferrari full electric”, con queste parole John Elkann ha ufficializzato quello che in tanti aspettavano. Visti i tempi, non poteva essere altrimenti. Ma la notizia è di quelle che fanno comunque balzare dalla sedia, trattandosi di Cavallino Rampante.
Il presidente e amministratore delegato ad interim della Casa di Maranello, nonché presidente di Stellantis, ha dato l’annuncio durante la conferenza di presentazione dei risultati finanziari 2020 dell’azienda.
Una svolta graduale
La Casa di Maranello ha già esplorato la possibilità di adottare sistemi elettrificati su normali vetture di produzione. LaFerrari a parte, lo ha fatto con la SF90, prima auto dotata di un motore elettrico abbinato al noto V8 biturbo.
Fotogallery: Ferrari SF90 Spider
L’auto, che ha 1.000 CV e trazione integrale senza organi meccanici a collegare i due assi, ha rappresentato già una prima svolta per il Cavallino, dimostrando come il dna del marchio possa restare intatto anche di fronte a nuovi tipi di alimentazione. Che peraltro andranno nel tempo ad allargarsi su altri modelli, incluso il SUV Purosangue, altrettanto ibrido o addirittura (anche) elettrico.
La Borsa ci pensa
Intanto, la Borsa non ha premiato l’uscita di Elkann, che però ha affrontato anche altri temi, tra cui quello della Formula 1, serie in cui la Casa è in cerca di riscatto. In ogni caso, il titolo ha perso in a Piazza Affari il 3%, in controtendenza rispetto alle altre azioni automotive. L'indice di settore, EuroStoxx Automobile & Parts & Parts, ha guadagnato l'1,81%, facendo meglio delle Borse europee (Milano +1,11% il FTSE).
Stellantis, in compenso, ha chiuso a +3,05%, anche per effetto del fatto che Goldman Sachs ha avviato la copertura del titolo con una raccomandazione buy. Daimler ha chiuso a +1,52, BMW a +2,19% e Volkswagen privilegiate a +2,13%.
Sull'andamento negativo di Ferrari, secondo gli analisti, hanno pesato i conti diffusi in mattinata (con il calo del 10% delle consegne per effetto della pandemia) e le dichiarazioni sulla sostituzione del nuovo amministratore delegato: dopo le dimissioni di Louis Camilleri, il Cavallino "prenderà tutto il tempo che serve".
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