Non è uno scherzo: un membro repubblicano del congresso Usa lo ha proposto davvero (tra l'altro, all'equivalente della Forestale)

Non si fa altro che parlare di fonti di energia rinnovabili, di auto elettriche e di transizione ecologica per cercare di combattere i cambiamenti climatici. Ma ora le cose potrebbero cambiare drasticamente. Dagli USA arriva la proposta shock: “Spostiamo la luna”.

Già, un membro repubblicano della Camera dei Rappresentanti del Texas ha chiesto allo US Forest Service, che è il corpo forestale degli Stati Uniti, se non fosse possibile cambiare l’orbita della Luna per contenere il riscaldamento globale. Vi togliamo la suspense e vi diciamo subito che anche se sembra incredibile, è tutto realmente accaduto.

Una strana richiesta

Louie Gohmert, questo il nome del politico texano, in un intervento in videoconferenza ha spiegato di essere venuto a conoscenza da un ex direttore della NASA che l’orbita lunare si sta modificando lentamente e, cambiando, influenzerebbe anche l’orbita della Terra intorno al Sole.

Gohmert, sorpreso da questo fenomeno astronomico, si è rivolto quindi a Jennifer Eberlien, rappresentante dello US Forsest Service, chiedendo testualmente: “Non c’è niente che il Servizio Forestale o il Bureau il Land Management possano fare per cambiare l’orbita lunare e di conseguenza l’orbita terrestre intorno al Sole?”. In fondo, allontanandosi dal sole, di sicuro patiremo meno il caldo...

La Eberlien, con grande diplomazia (e un malcelato imbarazzo) si è rifugiata in corner: “Dobbiamo fare delle verifiche sulla faccenda”, ha detto. Gohmert è sembrato soddisfatto: “Beh, se voi del Forest Service trovate il modo di farlo, fatemelo sapere”.

Ma cosa fa il Servizio Forestale?

Tralasciando per un momento la questione in sé, la prima domanda che viene in mente è la seguente: a chi mai verrebbe in mente di rivolgersi a un corpo forestale per affrontare una questione che riguarda la Luna? Basta andare sul sito dello US Forest Service per leggere cosa fanno: "Agenzia federale sotto il Dipartimento dell’Agricoltura che amministra 193 milioni di acri di terre pubbliche coperte da foreste e praterie”.

La Luna, insomma, non è esattamente tra le priorità. Almeno fino a quando gli Stati Uniti non torneranno lassù e riusciranno a piantarci un bosco di conifere.

L’analisi della NASA

E ora torniamo alla questione in sé. Dopo l’uscita di Gohmert, la NASA si è sentita in dovere di esprimersi in merito e ha fatto sapere che in effetti l’orbita terrestre è soggetta a continue variazioni e che queste comportano delle micro variazioni al clima terrestre. Queste oscillazioni ci sono sempre state, sono note con il nome di cicli di Milankovic, e non spiegano se non in misura marginale le variazioni climatiche a cui il nostro pianeta è andato incontro negli ultimi 2,5 milioni di anni.

Una tesla Roadster nello spazio

Ma soprattutto, non spiegano affatto l’innalzamento delle temperature che ha interessato la Terra nell’era industriale. Soprattutto non spiegano quanto sia accaduto dalla seconda metà del ventesimo secolo in avanti. La NASA conclude spiegando che quello che stiamo vivendo è da imputare all’attività umana e all’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera. Punto.

La Luna resta dov'è (per ora)

Con buona pace per Gohmert, viene da dire, la cui richiesta si basa certo su un assunto che teoricamente ha anche una base di verità: più ci si allontana dal sole e più farà freddo. Il fatto che qualcuno (men che meno delle guardie forestali) riesca o no a spostare la Terra dalla sua orbita non è evidentemente un problema suo.

Per ora, a quanto pare, dovremo insistere sulla transizione energetica e sull’auto elettrica per combattere il climate change. Sperando - si scherza - che a Elon Musk non vengano strane idee sulla questione.