Incentivi auto elettriche: ecco che fine ha fatto il bonus Isee
Problemi tecnici e burocratici hanno fatto saltare la misura: ci vorrà tempo prima che riesca a rimettere in piedi lo sconto del 40%
Brutte notizie per chi aspetta il cosiddetto bonus Isee all’acquisto delle auto elettriche. L’incentivo, ricordiamo, è stato introdotto con un emendamento alla legge di bilancio del 2020 e garantisce uno sconto del 40% a chi compra una vettura a batteria con prezzo di listino inferiore a 36.600 euro (Iva inclusa) e ha un Isee inferiore ai 30.000 euro.
È il deputato M5S Giuseppe Chiazzese a dare l’ultimo aggiornamento sul tema attraverso una diretta Facebook: il bonus non vedrà la luce, almeno in tempi brevi. Forse se ne riparlerà per fine anno o addirittura inizio 2022. Ma cosa è successo?
Tutto rimandato
È lo stesso Chiazzese che prova a mettere ordine nell'intricata vicenda fornendo il suo punto di vista: “L’emendamento all’ultima legge di Bilancio – ha detto – non prevedeva in maniera esplicita il meccanismo del credito d’imposta per i concessionari che scontavano l’auto, acquisivano il bonus e poi non pagavano le tasse per la cifra corrispondente al bonus stesso”.
Il pentastellato polemizza quindi col ministero dello Sviluppo economico e direttamente col ministro Giancarlo Giorgetti che, secondo lui, avrebbero dovuto formulare per conto del Governo un emendamento ad hoc al decreto Sostegni bis per sanare la situazione attraverso quel veicolo normativo. Ma “la riformulazione non è mai arrivata e di conseguenza è stata un’occasione sprecata per correggere e avviare l’iter burocratico”.
Tempi lunghi
E adesso cosa succede? “Noi del M5S – continua Chiazzese – siamo perfettamente a conoscenza di questa problematica e di come va risolta, quindi abbiamo intenzione di presentare questo emendamento al prossimo provvedimento utile”.
Ma, se anche la misura dovesse trovare uno sbocco normativo in tempi brevi, “ci sono sempre dei tempi burocratici”. Questo “vuol dire che a seguire va fatto il decreto attuativo e che dopo c’è da fare la registrazione alla Corte dei conti, che richiede altri 30 giorni dal deposito. Dopodiché la misura dovrebbe essere operativa. Verosimilmente i tempi si allungano e non so se si arriverà al 2021 o addirittura sforeremo e si andrà al 2022”. Per fortuna, almeno, nel frattempo è arrivato il rifinanziamento agli incentivi.
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