Il boss della Casa interviene a modo suo al processo Solar City e chiosa: "Non ho alternative, o faccio il Ceo o Tesla morirà"

Nuove grane per Elon Musk, accusato ancora una volta di avere il controllo assoluto su Tesla. Ma lui si è difeso affermando di non essere un despota. Lo ha ribadito ieri in tribunale durante un’udienza inerente l’acquisizione di SolarCity da parte della Casa di Palo Alto risalente al 2016. Musk non ha solo affermato di non avere un potere decisionale assoluto su quanto fa Tesla, ma anche che non gli piace ricoprire il ruolo di amministratore delegato.

“Ho provato più volte a liberarmi della carica – ha detto Musk in tribunale – ma non ci sono alternative: o continuo a fare il Ceo di Tesla o Tesla morirà”.

Conflitto di interessi?

Andando oltre alla questione sul quanto gradisca realmente essere al comando di Tesla, Elon Musk si è visto costretto a comparire in tribunale perché alcuni azionisti lo hanno accusato di aver pilotato l’acquisizione di SolarCity per interesse personale.

Nel 2016, infatti, Musk deteneva sia il 22% di Tesla sia il 22% di SolarCity, società specializzata in pannelli fotovoltaici fondata dai suoi cugini. All’epoca la società non navigava in ottime acque e aveva un problema di liquidità. Tesla l'acquistò, acquisendone anche le competenze tecnologiche, ma lo fece, a detta di alcuni azionisti, a un prezzo più alto di quello di mercato.

Tesla Solar Roof

Technoking

Camicia bianca, abito e cravatta scuri, Elon Musk si è presentato in tribunale a Wilmington (Delaware) e ha respinto le accuse mosse dell’avvocato della controparte, che è convinto che eserciti un eccessivo controllo sul board e che abbia una posizione dominante sulle decisioni che vengono prese in azienda.

Nell’esporre la propria tesi, l’avvocato ha rinfacciato a Musk anche il fatto che si sia autoproclamato Technoking lo scorso marzo (letteralmente, “re della tecnologia”). A questo il numero uno di Tesla ha risposto con la solita ironia: “Quella frase ha generato grande scalpore e ha permesso di alzare l’interesse su Tesla, aiutando a vendere di più, senza che ci fosse bisogno di spendere dei soldi in pubblicità. E credo di essere stato pure simpatico”.

Tesla Solar Roof

L’accusa e la difesa

L’arringa dell’avvocato è iniziata con questa frase: “abbiamo in programma di passare molto tempo con lei: sarà una faticaccia”. Ma anche in quel caso Elon Musk ha risposto in modo sarcastico, indicando un faldone di documenti alto 40 centimetri e dicendo: “posso dire tutto attraverso questo”. Per il resto, Musk si è rifiutato spesso di rispondere alle domande con dei semplici “sì” o “no”.

Durante l’intervento dell’avvocato della difesa, invece, si è dilungato per circa un’ora a parlare del consiglio di amministrazione. “Penso che siano persone competenti. Lavorano sodo e fanno rigorosamente gli interessi degli azionisti”, ha detto Musk. Ciò nonostante, il giudice cercherà prove del fatto che Musk abbia minacciato i membri del consiglio, che testimonieranno in settimana sulla questione. I direttori, sulla questione SolarCity, hanno risolto le accuse dando 60 milioni di dollari di risarcimento (pagati dall’assicurazione) senza però ammettere le proprie responsabilità.