Elon Musk non stava scherzando quando, durante il Battery Day dell’anno scorso, annunciò un rivoluzionario sistema per estrarre il litio usando del semplice “sale da cucina”. E infatti Tesla ha depositato da poco una nuova richiesta di brevetto per mettere in pratica la sua idea.

In realtà, leggendo quanto riportato dalla Casa, la cosa non si riduce ad aggiungere un pizzico di sale, come quando si vuole insaporire una pietanza. Il procedimento è estremamente complicato, ma la cosa sembra funzionare. Così Palo Alto pensa di riuscire ad abbassare i costi di estrazione di oltre il 30% e poi, a cascata, di ridurre anche quelli delle batterie e delle auto elettriche.

Come funziona

Prima di tutto, Tesla spiega che uno dei metodi usati per estrarre il litio è quello della “lisciviazione”, che consiste nel mescolare i minerali argillosi con altre soluzioni liquide. Il tutto viene poi riscaldato e, alla fine, avviene una sorta di lavaggio che separa il litio dal resto. Ma alcune componenti si perdono durante la lavorazione, senza contrare che il processo non è economico e nemmeno rispettoso dell’ambiente.

Celle batterie Tesla 4680 - produzione pilota

Gli esperimenti fatti da Tesla prevedono invece di combinare il sale con i minerali e di inserire questo mix in un mulino planetario a sfere che macina il composto per 3 ore alla velocità di 500 giri al minuto. Il risultato viene poi sottoposto a lisciviazione, stavolta solo con acqua, e riscaldato a 90 gradi per massimo 20 minuti.

Il metodo Musk colpisce ancora

L’idea è l’ennesima fantasia di Elon Musk, che al Battery Day raccontò di aver pensato a questo sistema applicando il suo famoso metodo: rivedere tutto dal principio, invece di continuare sulla strada seguita fino a quel momento. “Nessuno l’ha mai fatto prima, per quanto ne so”, disse allora.

Tesla è effettivamente la Casa auto che usa più litio di tutte, persino più di Volkswagen, Audi Renault e BYD messe insieme, e ha da poco annunciato un investimento da 1 miliardo di dollari l’anno per aumentare le forniture dall’Australia. Ridurre i costi con nuovi processi è quindi una priorità a Palo Alto. Ma non solo lì: a Washington, per esempio, si sperimenta l’estrazione dall’acqua.