Ricarica in autostrada: Free To X raddoppia a Roma Nord
Entra in funzione la seconda stazione per la ricarica in autostrada: due colonnine da 300 kW per un pieno in 20' nell'area Flaminia Est
Va avanti il maxi-piano di Free To X per portare le colonnine ultra fast sulla grande viabilità italiana. L’azienda, controllata dalla società Autostrade, ha appena messo in funzione la sua seconda stazione di ricarica. Si trova a Roma Nord, nell’area di servizio Flaminia Est, lungo l’A1 Milano-Napoli (al chilometro 509 in direzione Firenze).
Tutto in 20 minuti
La nuova stazione di ricarica, che segue quella di Secchia Ovest (Modena), può contare su due colonnine High Power Charging (HPC), con una potenza fino a 300 kW ciascuna, dove è possibile rifornire di elettroni fino a quattro veicoli contemporaneamente. Il tutto in tempi rapidissimi: si parla in media di 15-20 minuti.
Questo, però, è solo un altro passo verso la realizzazione dell’intero piano di Free To X. L’obiettivo è costruire 100 stazioni entro il 2023 e garantire un’interdistanza di circa 50 chilometri, come vogliono le best practice europee. Ma la promessa è poter viaggiare in tranquillità già dall’anno prossimo.
Verranno installati fino a 6 punti di ricarica multi-client in ogni area, per assicurare “una durata del viaggio simile a quella di un veicolo con motore a combustione tradizionale”, come scrive la società. Nel frattempo, altre aziende progettano di arrivare in autostrada.
Anche con carta di credito
In più, gli automobilisti "elettrici" potranno usare le app dei propri provider per ricaricare la batteria h24, 7 giorni su 7. La prossima mossa sarà rendere possibili i pagamenti anche usando la carta di credito. L’investimento totale di Free To X? Circa 50 milioni di euro in due anni.
Basta colonnine non attive
Il piano è stato spiegato da Giorgio Moroni, amministratore delegato della società: “Nei primi mesi di quest’anno abbiamo già formalizzato ai distributori le richieste di allaccio in media tensione. Abbiamo così anticipato i tempi per poter disporre di connessioni essenziali per alimentare le colonnine a 300 kW, evitando di avere le colonnine finite ma non operative, come di sovente si vede in alcuni centri urbani”.
“In parallelo – ha continuato –, dopo aver elaborato i nostri progetti, li abbiamo in gran parte già presentati agli Enti competenti per l’ottenimento dei permessi edilizi, per poter così avviare i cantieri puntando ad una media di almeno 40/50 installazioni all’anno”.
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